Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- Piazza Vittoria
- CAP:
- 80071
- Latitudine:
- 40.555817537764
- Longitudine:
- 14.221022084179
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Nel giardino all'intersezione di via G. Orlandi con Piazza Vittoria.
- Data di collocazione:
- 1924
- Materiali (Generico):
- Bronzo, Marmo, Pietra
- Materiali (Dettaglio):
- Il monumento si eleva al centro di un'aiuola attraversata da una breve scalinata in acciottolato che permette di raggiungerlo. Esso poggia su una base a gradoni che regge un basamento quadrangolare, sul cui lato frontale è incisa l'epigrafe commemorativa dei Caduti della Grande Guerra. Sul retro della base è riportato un estratto del Bollettino di guerra del generale Armando Diaz del 4 novembre 1918 che annuncia la Vittoria dell'Italia. Sui due lati della base sono incisi i nomi dei Caduti anacapresi di quella guerra. Al di sopra della base svetta una statua di bronzo raffigurante una figura femminile alata posta su una sfera. La scultura è caratterizzata da un forte dinamismo: indossa una tunica con un pesante panneggio che scopre le spalle e le fascia le gambe assecondando il dinamismo della posa. Il volto, dai tratti classici e definiti, è sormontato da un elmo decorato con una testa d'aquila, mentre la mano destra è levata verso il cielo nell'atto di impugnare un gladio. Sul retro della figura si aprono due grandi ali angeliche, costituite da vari strati di piume. L'altezza totale del monumento è di 6 metri.
Nel secondo dopoguerra, ai due lati del monumento, sono stati posti due blocchi di pietra, con adese due lastre commemoranti i Caduti anacapresi del secondo conflitto, 1940-1943. Tra i due blocchi è presente una lampada votiva in ferro, su treppiede imbullonato a terra.
- Stato di conservazione:
- Insufficiente
- Ente preposto alla conservazione:
- Amministrazione comunale
- Notizie e contestualizzazione storica:
- Già nell'immediato primo dopoguerra paesi e città si preoccuparono di dare degna sepoltura alle salme dei concittadini caduti numerosissimi in quella guerra, e di concedere loro degne onorificenze. Si trattò di un primo sentimento scaturito “dal basso”, che traeva origine proprio dalla condivisione del dolore, che attraversò tutti i ceti sociali e li rese uniti. I primi riferimenti normativi nell’immediato dopoguerra si collocarono già nel 1919 quando con i Regi Decreti del 13 aprile e del 19 maggio venne istituita una “Commissione per onorare la memoria dei soldati d’Italia e dei paesi alleati morti in guerra” presso il Ministero dell’Interno. Successivamente, durante il governo Mussolini, il regime si appropriò in maniera sempre più decisa del fenomeno delle onoranze ai Caduti e della trasmissione della memoria a tal punto che si può parlare di vera e propria “fascistizzazione” del culto dei Caduti: si definirono delle “linee guida” per la progettazione e realizzazione di parchi delle rimembranze, sacrari, edifici. Pertanto, dopo una prima fase autonoma da parte delle Amministrazioni comunali, le nuove direttive ancor più motivarono ad elevare onorificenze monumentali ai propri Caduti. Un classico esempio è il monumento alla Vittoria eretto ad Anacapri, la cui realizzazione fu affidata alla sensibilità artistica di un noto scultore, Arnaldo Zocchi, risultandone un'opera di alto pregio estetico. E' interessante notare (come annotato dagli esperti dei Beni Culturali che hanno redatto la loro scheda inventariale - vedi Fonti) che i committenti dell'opera furono i cittadini e concittadini d'America attraverso l'istituzione di una apposita lotteria.
Di recente, la statua bronzea è stata sottoposta ad un'opera di restauro (Rif.: Cartelli informativi nella prossimità del monumento).
Alla fine della seconda guerra mondiale, in assenza di direttive precise, molte amministrazioni decisero di integrare la commemorazione dei Caduti di questo conflitto con quella già realizzata per quelli del conflitto precedente e, come nel caso di Anacapri, vennero aggiunte lastre con scritte commemorative sui monumenti preesistenti. Su queste due lastre, la seconda guerra mondiale viene indicata con termine nel 1943, anzichè nel 1945 (resa della Germania nazista - 8 maggio, o del Giappone - 2 settembre). La seconda guerra mondiale a Napoli è invece durata circa tre anni e quattro mesi, dal giugno 1940, con i primi raid aerei e l'entrata in guerra dell'Italia, all'ottobre 1943, culminando con la liberazione della città. Tra il 27 e il 30 settembre 1943, la popolazione si ribellò ai tedeschi nelle famose Quattro Giornate di Napoli., e il 1° ottobre del '43 le truppe alleate entrarono in una città già liberata dai suoi stessi abitanti.
Contenuti
- Iscrizioni:
- Fronte della base:
ANACAPRI
AI SUOI GLORIOSI FIGLI
CADUTI NELLA GUERRA
MCMXV - MCMXVIII
Retro della base:
COMANDO SUPREMO
BOLLETTINO DI GUERRA N° 1268
4 NOV. 1918 ORE 12
.........................................
I RESTI DI QUELLO CHE FU UNO DEI PIU' POTENTI
ESERCITI DEL MONDO RISALGONO IN DISORDINE E
SENZA SPERANZA LE VALLI CHE AVEVANO DISCESO
CON ORGOGLIOSA SICUREZZA.
DIAZ
Lato destro della base:
PERIRONO SUL CAMPO DI BATTAGLIA
CAPORALE CACACE ANTONIO
" FERRARO SALVATORE
SOLDATO APREA RAFFAELE
" CASTELLANO GIOACCHINO
" D'ESPOSITO ANTONIO
" ESPOSITO GIUSEPPE
" FARACE VINCENZO
" LAMBIASE LUIGI
" MOSCA COSTANZO
" ROSSI GENNARO
" SCHETTINO LEOPOLDO
" VACCA ERMINIO
Lato sinistro della base:
PERIRONO IN CONSEGUENZA DELLA GUERRA
TEN MED ROMANO MICHELE
SERGENTE FARACE ENRICO
SOTTOCAPO FARACE G.ni ANTONIO
CAPORALE FARACE DOMENICO
SOLDATO ARCUCCI ANTONIO
" D'ANGIOLA IGNAZIO
" FARACE FRANCESCO
" FERRARO GIOVANNI
" GARGIULO CARLO
" SMALDONI PASQUALE
MARINAIO CACACE FRANCESCO
" FARACE SALVATORE
" STAIANO ANTONIO
Firme sul piede della statua bronzea:
Zocchi Arnaldo (immagine non ripresa)
NAPOLI - FOND ART - LAGANA'
Lastre ai Caduti della seconda guerra mondiale:
Lastra sinistra:
1940 - 1943
SOLD ALBERINO ANTONIO
SOLD AVERSA FRANCESCO
MARO' BALSAMO FIORAVANTE
V.B.C.C. BOCCIA TOMMASO
TEN.TE M.M. BORDONE LEONIDA
SOLD. CANALE ANTONIO
MARO' DELLA FEMINA SALVATORE
MARO' DE MARTINO ANTONIO
MARO' DE MARTINO BATTISTA
MARO' FARACE GABRIELE
MARO' FERRARO ANTONIO
C.C. GIORGI UMBERTO
Lastra destra:
1940 - 1943
MARO' IACCARINO AGNELLO
MARO' IACCARINO CRISTIO
I° CAPO M.M. LUCCA GIOVANNI
MARO' LUCCA GIOVANNI
MARO' MARESCA GIOVANNI
MARO' MASSIMINO FEDERICO
SOLD. MONTERISI ANTONIO
CAP. MONTERISI VINCENZO
CAP. PISANO MARIO
MARO' POLLIO SALVATORE
2° CAPO M.M. SAVASTANO SALVATORE
MARO' VACCA BARTOLOMEO
- Simboli:
- La Vittoria Alata è diventata uno dei simboli principali dei monumenti ai Caduti italiani della prima guerra mondiale, scelta per la sua familiarità e per la capacità di dare un significato ideale al tragico lutto collettivo. Le sue radici affondano nella Grecia antica con la figura di Nike, la Dea alata della Vittoria, per poi affermarsi anche a Roma. Gli artisti del Novecento si riallacciarono direttamente a questa tradizione classica, riproducendo per lo più il modello della Vittoria su globo, basato su un antico bronzetto romano ritrovato a Pompei.
Altro
- Osservazioni personali:
- Le iscrizioni con i nominativi dei Caduti sono molto rovinate e andrebbero restaurate.
FONTI
Catalogo Generale dei Beni Culturali: allegoria della Vittoria come donna armata - Anacapri
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo: La normativa storica tra il 1919 e il 1942: monumenti ai caduti,
ossari e sacrari di guerra












