4229 - Monumento ai Caduti di Calci nella Grande Guerra

Il monumento ricorda i Caduti di Calci nella prima guerra mondiale. E’ formato da due parti: la scultura e il basamento su cui poggia. Sulla base, sia sulla parte anteriore che su quella posteriore, troviamo una lastra commemorativa in pietra (davanti) e una in bronzo (dietro). Nella lapide in bronzo è riportato il discorso del Generale Armando Diaz sulla vittoria del 4 novembre del 1918 e la fine delle ostilità. Il monumento è situato in una piazza curata dal Comune di Calci.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Calci
Indirizzo:
Via Roma, 60, 56011 Calci PI, Italia
CAP:
56011
Latitudine:
43.725589379977
Longitudine:
10.515446319962

Informazioni

Luogo di collocazione:
Piazza di fronte al Comune di Calci
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Statua in marmo, base in pietra, lastra in bronzo e una lastra in marmo.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Calci
Notizie e contestualizzazione storica:
Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale.

Contenuti

Iscrizioni:
Informazione non reperita
Simboli:
Vi è una statua in marmo raffigurante un soldato che tiene con la mano destra una bomba e con la mano sinistra, molto probabilmente, un fagotto. Nella lastra commemorativa in marmo è riportata la scritta:

MORENDO VISSERO
NELLA RICONOSCENZA ETERNA
DELLA PATRIA
1915-1918

4 Novembre 1918
La guerra contro l’Austria-Ungheria che, sotto l’alta guida di S.M. il Re, duce
supremo, l'Esercito Italiano, inferiore per numero e per mezzi, iniziò il 24 Maggio
1915 e con fede incrollabile e tenace valore condusse ininterrotta ed asprissima per
41 mesi è vinta.
La gigantesca battaglia ingaggiata il 24 dello scorso Ottobre ed alla quale
prendevano parte cinquantuna divisioni italiane, tre britanniche, due francesi, una
cecoslovacca ed un reggimento americano, contro settantatre divisioni
austroungariche, è finita.
La fulminea e arditissima avanzata del XXIX corpo d'armata su Trento, sbarrando
le vie della ritirata alle armate nemiche del Trentino, travolte ad occidente dalle
truppe della VII armata e ad oriente da quelle della I, VI e IV, ha determinato ieri
lo sfacelo totale della fronte avversaria. Dal Brenta al Torre l'irresistibile slancio
della XII, dell'VIII, della X armata e delle divisioni di cavalleria, ricaccia sempre
più indietro il nemico fuggente.
Nella pianura, S.A.R. il Duca d'Aosta avanza rapidamente alla testa della sua
invitta III armata, anelante di ritornare sulle posizioni da essa già vittoriosamente
conquistate, che mai aveva perdute.
L'Esercito Austro-Ungarico è annientato: esso ha subito perdite gravissime
nell'accanita resistenza dei primi giorni e nell'inseguimento ha perdute quantità
ingentissime di materiale di ogni sorta e pressoché per intero i suoi magazzini e i
depositi. Ha lasciato finora nelle nostre mani circa trecento mila prigionieri con
interi stati maggiori e non meno di cinque mila cannoni.
I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine
e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza.
Diaz

Altro

Osservazioni personali:
Informazione non reperita

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