299731 - Pietra d’inciampo a ricordo di Luigi Besana – Ornago (MB)

Questa pietra d’inciampo è in ricordo di Luigi Besana, operaio e padre di famiglia, che fu deportato dai nazisti per motivi politici e fatto morire nel campo di concentramento di Gusen-Mauthausen.
Le pietre d’inciampo o stolpersteine, furono ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig. Sono cubetti di porfido con la faccia a vista ricoperta in ottone su cui sono incisi: nome, date e luoghi di nascita e morte del caduto, per tramandare la memoria delle persone deportate, fatte morire o uccise nei lager nazisti. L’intento dell’autore è che le pietre d’inciampo restituiscano ad ogni singola vittima l’identità, più di quanto facciano i monumenti collettivi, perché ogni pietra ricorda una singola persona ed è collocata nel luogo in cui visse o fu arrestata. Incontrando una pietra, si può scegliere se proseguire indifferenti o fermarsi, osservarla e riflettere. Le scarne informazioni incise, restituiscono individualità a chi si tentò di ridurre a un semplice numero. Il termine ‘inciampo’ non va inteso in senso fisico, ma come un ‘inciampo visivo e mentale’, un invito anche casuale a fermarsi, raccogliersi e riflettere.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
via Santuario, 6
CAP:
20876
Latitudine:
45.598340753558
Longitudine:
9.4220077190525

Informazioni

Luogo di collocazione:
Sul marciapiede, pavimentato in porfido, nell'ampia area pedonale vicino al Municipio.
Data di collocazione:
2025
Materiali (Generico):
Ottone, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Cubetto di porfido ricoperto da una piastra di ottone sulla faccia superiore, su cui è incisa la dedica. Misura della piastra in ottone: cm. 10x10.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Ornago - Comitato Pietre d'inciampo - A.N.P.I.
Notizie e contestualizzazione storica:
  • Luigi Besana
    nacque il 3 novembre 1910 e visse sempre ad Ornago (oggi in provincia di Monza-Brianza), prima in via 28 ottobre ed in seguito in via Santuario 4. Sposò Bambina Cantù e dal loro matrimonio nacque un figlio. Lavorò in qualità di operaio meccanico presso la Motomeccanica: fabbrica di macchine agricole, con circa 2000 dipendenti, situata in via Oglio, zona sud est di Milano.
    Luigi Besana fu arrestato il 16 marzo 1944 con l'accusa di aver partecipato al grande sciopero che in quel mese scosse tutto il Nord Italia. Recluso nel carcere milanese di San Vittore, uscì il giorno 20 per essere trasferito a Fossoli e successivamente nella caserma Umberto I a Bergamo, divenuta il centro di raccolta per i destinati alla deportazione in Germania. Il 5 aprile 1944 fu caricato sul 'Trasporto 38': un convoglio di carri bestiame con destinazione Mauthausen. Vi arrivò l'8 aprile 1944 e fu matricolato col numero 61561, classificato come “Schutz” (da Schutzhäftlinge) ovvero deportato per motivi di sicurezza, ovvero per motivi politici. Il 28 aprile 1944 Luigi Besana fu trasferito a Gusen, il tremendo sottocampo di Mauthausen, dove a causa delle inumane condizioni, morì fra l'1 e l'8 giugno 1945, all'età di 34 anni.

    Luigi Besana è ricordato anche sulla
  • lastra ai 12 martiri del quartiere milanese di Turro, in via Rovetta a Milano.

    FONTI
  • ANPI: Besana Luigi
  • ANPI: 10 agosto 1944, il trasporto 38
  • post di Adam Basettoni

    APPROFONDIMENTI
  • La Motomeccanica
    denominata in precedenza "La Motoaratrice", nei primi anni del '900 sorgeva in via Oglio 18.
    Intorno al 1910 progettava e costruiva avanzate tipologie di macchine agricole motorizzate ed altre per uso militare. Il grande successo di alcuni indovinati prodotti, rese necessario il grande ampliamento concluso nel 1918, quando lo stabilimento di via Oglio, lambiva via Mincio, via Polesine e via Sile.
    La Motomeccanica è solo uno dei tanti esempi di quella che fu la grande spinta industriale nel nostro paese.
  • Contenuti

    Iscrizioni:

    QUI ABITAVA
    LUIGI BESANA
    NATO 1910
    ARRESTATO 16.3.1944
    INTERNATO FOSSOLI
    DEPORTATO
    MAUTHAUSEN
    ASSASSINATO 1.6.1945
    GUSEN

    Simboli:
    Informazione non reperita

    Altro

    Osservazioni personali:
    La presenza di un cartello descrittivo in prossimità di questa pietra d'inciampo, è un importante valore aggiunto per la memoria collettiva. Mentre la pietra rivestita in ottone, incastonata nella pavimentazione, assolve con una iscrizione essenziale al compito di "far inciampare" lo sguardo e la coscienza del passante, il cartello svolge una funzione di integrazione e di conoscenza insostituibile.

    Si ringraziano Sara e Paolo (Ornago) per le immagini gentilmente forniteci.

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