301270 - Pietra d’inciampo a ricordo di Michele Valenti – Parma

Sul marciapiede davanti all’ingresso del civico 14 di viale Basetti a Parma si trova la pietra d’inciampo che ricorda il luogo dove abitò Michele Valenti. Durante la seconda guerra mondiale egli fu arruolato nel Comando del XXXV Corpo di Armata con il grado di Tenente Colonnello. Dopo l’armistizio fu catturato dai tedeschi il 9 settembre 1943 e fu deportato in qualità di IMI nei campi di lavoro in Germania.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Viale Francesco Basetti, 14
CAP:
43121
Latitudine:
44.795924773298
Longitudine:
10.324705150413

Informazioni

Luogo di collocazione:
Sul marciapiede davanti all’ingresso del civico 14 di viale Basetti.
Data di collocazione:
Pietra d’inciampo posata il 27 gennaio 2021.
Materiali (Generico):
Ottone, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Cubetto di porfido ricoperto sulla faccia superiore da una piastra di ottone su cui è incisa la dedica.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Parma
Notizie e contestualizzazione storica:
Michele Valenti nacque a Medesano (PR) il 26 febbraio 1894. Prese parte alla prima guerra mondiale ricoprendo il grado di Capitano. Al suo ritorno fu nominato segretario della Sezione di Parma del Partito Popolare Italiano. Valenti conseguì la laurea in Giurisprudenza e iniziò la carriera professionale di avvocato. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale egli fu arruolato nel Comando del XXXV Corpo di Armata con il grado di Tenente Colonnello. Il 9 settembre 1943 fu arrestato a Bolzano dai tedeschi e fu internato in qualità di IMI nei campi di Gross Hesepe e di Meppen, in Germania. Dopo la fine della guerra Valenti tornò a Parma, dove continuò a collaborare attivamente alla politica sia cittadina che nazionale in quanto eletto deputato per la Democrazia Cristiana. Michele Valenti morì improvvisamente il 13 marzo 1949.

La tragica vicenda degli Internati Militari Italiani (IMI) ebbe inizio l’8 settembre 1943, giorno dell’armistizio sottoscritto dall’Italia con le Forze Alleate durante la seconda guerra mondiale. I militari italiani, lasciati senza ordini dalle massime autorità militari, furono catturati e disarmati dalle truppe tedesche in tutti i fronti europei. Caricati su carri bestiame, furono avviati nei lager del Terzo Reich, in Germania, Austria e Polonia. Ai circa 650.000 prigionieri fu richiesto di continuare a combattere a fianco dei tedeschi o dei fascisti della Repubblica di Salò. La maggior parte di loro si rifiutò di collaborare affrontando sofferenze e privazioni. I militari italiani internati nei lager nazisti furono definiti IMI, con un provvedimento arbitrario di Hitler che li sottrasse alle tutele previste dalla Convenzione di Ginevra per i prigionieri di guerra, per destinarli come forza lavoro per il Terzo Reich. Decine di migliaia di IMI persero la vita nel corso della prigionia per malattie, fame, stenti, uccisioni. Per i sopravvissuti la liberazione avvenne tra febbraio e maggio 1945. Il rimpatrio, tuttavia, non fu immediato e si svolse nell'estate e nell'autunno 1945.

Fonti:
https://pietredinciampoparma.it/storie_vicende/michele-valenti/
https://www.lessicobiograficoimi.it

Contenuti

Iscrizioni:
QUI ABITAVA
MICHELE VALENTI
NATO 1894
CATTURATO 8.9.1943
INTERNATO
MEPPEN
LIBERATO
Simboli:
Informazione non reperita

Altro

Osservazioni personali:
Esiste una leggera discrepanza tra la data di cattura riportata nella pietra (8 settembre 1943) e quella presente nella letteratura (9 settembre 1943).

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