299436 - Pietra d’inciampo per Primo Cattani – Scandiano (RE)

Pietra d’inciampo posta nella frazione Chiozza davanti a quella che fu l’ultima residenza come uomo libero di Primo Cattani. Durante la seconda guerra mondiale Cattani fu deportato nei campi di prigionia nazisti in Germania quale Internato Militare Italiano (IMI) e lì trovò la morte per malattia.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Chiozza
Indirizzo:
Via Mezzaluna, 33
CAP:
42019
Latitudine:
44.596613180332
Longitudine:
10.706798125811

Informazioni

Luogo di collocazione:
Sul selciato davanti al cancello.
Data di collocazione:
Posta nel pomeriggio di sabato 20 aprile 2024.
Materiali (Generico):
Ottone, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Cubetto di porfido ricoperto da una piastra di ottone sulla faccia superiore, su cui è incisa la dedica. Misura della piastra in ottone: 10x10 cm.
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Scandiano
Notizie e contestualizzazione storica:
Primo Cattani nacque a Montericco di Albinea (RE) il 15 giugno 1920 da Giuseppe ed Elisabetta Magnani. Primogenito ebbe due fratelli, Carlo e Duilio, e una sorella, Iolanda. La sua famiglia di contadini mezzadri si trasferì a Chiozza, in via Mezzaluna 91, quando lui era bambino. Frequentò la scuola fino alla terza elementare. Durante la seconda guerra mondiale fu arruolato a Tortona (AL) il 14 maggio 1942 nel 38° reggimento di fanteria, con il numero di matricola 10444, assegnato ai servizi d’ufficio. Il 20 maggio 1943 si sposò a Scandiano con Ines Bertolotti. Dopo l’armistizio fu arrestato a Tortona il 9 settembre del 1943 poiché si rifiutò di combattere come militare nell’esercito della Repubblica di Salò. Fu deportato come IMI a Luckenwalde, vicino a Berlino, nello Stalag III A, con il numero di matricola 105700, che diventerà 109986 quando fu ricoverato nell’ospedale del campo, dove morì il 24 marzo 1944. I suoi resti furono traslati in Italia il 27 giugno 1992 per essere seppelliti nel cimitero di Chiozza.

La tragica vicenda degli Internati Militari Italiani (IMI) ebbe inizio l’8 settembre 1943, giorno dell’armistizio sottoscritto dall’Italia con le Forze Alleate durante la seconda guerra mondiale. I militari italiani, lasciati senza ordini dalle massime autorità militari, furono catturati e disarmati dalle truppe tedesche in tutti i fronti europei. Caricati su carri bestiame, furono avviati nei lager del Terzo Reich, soprattutto in Germania, Austria e Polonia. Ai circa 650.000 prigionieri fu richiesto di continuare a combattere a fianco dei tedeschi o dei fascisti della Repubblica di Salò. La maggior parte di loro si rifiutò di collaborare affrontando sofferenze e privazioni. I militari italiani internati nei lager nazisti furono definiti IMI, con un provvedimento arbitrario di Hitler che li sottrasse alle tutele previste dalla Convenzione di Ginevra per i prigionieri di guerra, per destinarli come forza lavoro per l’economia del Terzo Reich. Decine di migliaia di IMI persero la vita nel corso della prigionia per malattie, fame, stenti, uccisioni. Per i sopravvissuti la liberazione avvenne tra febbraio e maggio 1945. Il rimpatrio, tuttavia, non fu immediato e si svolse nell'estate e nell'autunno 1945.

Alla posa hanno preso parte il sindaco di Scandiano Matteo Nasciuti, l’assessore Matteo Caffettani, i parenti, la cittadinanza, i rappresentanti dell’ANPI di Scandiano e le classi del Liceo Scientifico Gobetti di Scandiano.

Fonti:
- https://istoreco.re.it/posa-di-due-nuove-pietre-dinciampo-a-bosco-e-chiozza-di-scandiano-il-resoconto/
- https://alboimicaduti.it/index.php/caduti/show/18124
- https://www.lessicobiograficoimi.it

Contenuti

Iscrizioni:
QUI ABITAVA
PRIMO CATTANI
NATO 1920
CATTURATO 9.9.1943
TORTONA
INTERNATO 1943
STALAG III-A LUCKENWALDE
ASSASSINATO 20.3.1944
Simboli:
Informazione non reperita

Altro

Osservazioni personali:
Esiste una discrepanza tra la data di morte incisa sulla pietra (20 marzo 1944) e quella riportata nell’Albo IMI Caduti (24 marzo 1944).

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