297995 - Sacrario ai Caduti per la Libertà – Spilamberto (MO)

Sacrario realizzato nel cimitero comunale per conservare e onorare le spoglie di 19 partigiani e civili caduti durante la Resistenza e di un capolega socialista di Spilamberto (Giovanni Luppi).

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
via Ghiarole
CAP:
41057
Latitudine:
44.536924220493
Longitudine:
11.021790265082

Informazioni

Luogo di collocazione:
Al centro del portico di destra nella parte vecchia del cimitero di Spilamberto.
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo, Altro
Materiali (Dettaglio):
Il sacrario è formato da 25 grandi lastre di granito nero appoggiate alla parete in un quadrato formato da cinque file e cinque colonne. Le lastre sono tenute insieme da borchie di ottone piramidali poste agli angoli. Sulla parete in alto sopra le lastre è incisa la frase dedicatoria. Su venti lastre sono posti la fotoceramica del Caduto e i suoi dati anagrafici (nome, cognome, date di nascita e morte) realizzati con caratteri a rilievo. Il pavimento davanti alle lastre presenta un gradino dello stesso materiale a forma sagomata. Su di esso sono posti vasi portafiori e una grande croce latina che ha un sistema di illuminazione.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Spilamberto.
Notizie e contestualizzazione storica:
ADELMO FIORENZI nacque il 12 marzo 1918 a Carpi (MO) dove visse fino all’età di 24 anni. Il 28 ottobre 1944 entrò nella Brigata “Aldo Casalgrandi”. Si trasferì a Spilamberto nel 1942 dopo aver contratto matrimonio con Clarina Prandini. La primogenita della coppia nacque poche ore prima della Liberazione. Il 22 aprile 1945 fu ucciso dai soldati tedeschi con una raffica di mitra nel cortile delle case popolari, dove abitò in via 4 Novembre n. 7, mentre correva in strada per cercare generi di prima necessità per la figlia appena nata.

ERMES ARTIOLI nacque a Bastiglia (MO) il 23 marzo 1926, figlio di Luigi e Cleonice Vandelli. Fu residente a San Cesario sul Panaro dove fu agricoltore. Il 1° maggio 1944 entrò nella Brigata partigiana “Walter Tabacchi”.
GIUSEPPE ARTIOLI nacque a Bastiglia (MO) il 25 marzo 1928, figlio di Luigi e Cleonice Vandelli. Fu residente a San Cesario sul Panaro dove fu agricoltore. Il 1° febbraio 1944 entrò nella Brigata partigiana “Walter Tabacchi”.
Casa Artioli fu un luogo di protezione e accoglienza per sbandati, renitenti alla leva, disertori e partigiani. I fascisti della Guardia Nazionale Repubblicana (GNR) di Vignola ricevettero diverse delazioni e il 14 giugno 1944 effettuarono una spedizione punitiva a casa Artioli. Arrestarono i due fratelli. Alcuni fascisti portarono Giuseppe nella località Casale California con l’auspicio che li aiutasse a catturare l’oste antifascista Arnaldo Galletti. Ma Giuseppe riuscì con un sotterfugio a mettere in allarme il ricercato che fuggì dal retro della casa. Nel trambusto Giuseppe cercò la fuga ma i militi della GNR gli spararono mortalmente. Nel frattempo altri fascisti trattennero Ermes nelle stanze domestiche. Al ritorno dei primi che avevano ucciso il fratello minore, Ermes cercò la salvezza nella fuga ma fu falciato da una raffica di colpi nel cortile di casa.

RENZO SOLI (noto anche come Sola e come Aldo), di Achille, nacque il 28 dicembre 1898 a Castelvetro (MO). Agricoltore, fu residente a Castelfranco Emilia (MO) nella frazione di Piumazzo. Coniugato e padre di tre figli, militò, con il nome di «Martino», nella 65a brigata Garibaldi «Walter Tabacchi». Fu arrestato il 9 febbraio 1945 al posto del figlio che era ricercato. Il 27 febbraio 1945 fu trasferito a Bologna nel carcere di San Giovanni in Monte (matricola 13347) a disposizione del comando tedesco SS. Per ordine dello stesso comando risultò in uscita il 2 marzo 1945 per «rilascio» insieme ad altri 10 detenuti. Invece essi furono condotti davanti al rudere della stazione di San Ruffillo dove furono fucilati e sepolti sommariamente in alcuni crateri di bomba. L’eccidio fu scoperto casualmente poco dopo la Liberazione e la sua salma fu riconosciuta al cimitero della Certosa. Nelle “fosse di San Ruffillo” furono 94 i detenuti del carcere cittadino uccisi segretamente da militi SS.

VITO RODO fu partigiano della Brigata A. Corsini. Cadde, con Giuseppe Bernardi, il 13 luglio 1944 a Piandelagotti, comune di Frassinoro (MO), durante una battaglia contro le truppe nazifasciste.

EMMA SALA nacque in una famiglia molto povera nel quartiere San Cataldo a Modena il 1° dicembre 1889 da Lazzaro e Maria Lusvardi. Arrivò a Spilamberto nel 1919, dopo aver vissuto per un breve periodo a Castelnuovo Rangone (MO). Il 15 novembre 1937 fu ricoverata al manicomio di San Lazzaro di Reggio Emilia, su disposizione del podestà di Spilamberto. Nelle carte dell’epoca risultò nubile, massaia, nullatenente, di buoni costumi, buon carattere morale, d’intelligenza comune e d’istruzione elementare. Secondo i medici Emma era affetta da un “esaurimento psichico”. Il 5 aprile , dopo sei mesi di ricovero, fu dimessa e affidata al fratello Alfredo. La mattina del 22 aprile 1945 i tedeschi organizzarono un rastrellamento nel cortile delle case popolari di Spilamberto. Emma Sala si rifugiò nelle cantine del piano seminterrato. Per vedere cosa stesse succedendo, Emma scostò una tenda. Il movimento fu scorto da un militare tedesco che, pensando di aver trovato un partigiano, sparò una raffica. Emma, colpita al capo, morì sul colpo.

ALDO MARAMOTTI nacque a Spilamberto il 21 marzo 1925 da Raimondo e Antonia Bortoluzzi. Nel censimento del 1936 risultò residente in Via Fabriani n. 22. Svolse la professione di tornitore. Si unì ai partigiani il 22 aprile 1945 per aiutare a liberare Spilamberto. Quando cercò di portarsi sui tetti delle case per vedere la dislocazione delle forze nemiche, si espose troppo e rimase ucciso dal fuoco di un cecchino tedesco.

GIORGIO FOLLONI nacque a Spilamberto il 28 settembre 1924 da Arturo e Concetta Marini. Da bambino, nel 1927, si trasferì con la famiglia dapprima a Vignola, poi a San Cesario (MO), per poi far ritorno a Spilamberto nel 1930. Nel censimento del 1936 risultò residente in Via 4 Novembre, 14. Si unì ai partigiani il 22 aprile1945 per trasportare munizioni e bombe a mano nella lotta per liberare Spilamberto. Nei pressi dell’attuale municipio fu colpito a morte da un blindato tedesco.

FLORINDO MANFREDINI, di Evangelista e Pasqua Bergonzini, nacque a Spilamberto l'1 agosto 1908. Partigiano della Brigata Tabacchi della Divisione Modena pianura, fu arrestato il 2 febbraio 1945 a San Cesario sul Panaro e tradotto a San Giovanni in Monte a Bologna il 27 febbraio (matricola 13349). Per ordine del comando tedesco risultò in uscita il 2 marzo 1945 per «rilascio» insieme ad altri 10 detenuti. Condotti davanti al rudere della stazione di San Ruffillo, essi furono fucilati e sepolti sommariamente in alcuni crateri di bomba. L’eccidio fu scoperto dopo la Liberazione e la sua salma fu riconosciuta al cimitero della Certosa dove furono portati i corpi di 94 detenuti del carcere cittadino uccisi segretamente da militi SS.

OTELLO BERGONZINI, di Isaia e Pini Silvia, nacque il 29 gennaio 1921 a Spilamberto. Fu residente a S. Cesario sul Panaro (MO). Partecipò alla Resistenza con il nome «Saetta» nelle fila della 65a brigata Garibaldi «Walter Tabacchi» operando nella zona di Castelfranco Emilia (MO). Fu arrestato a San Cesario sul Panaro il 9 febbraio 1945. Il 27 febbraio 1945 fu condotto nel carcere di San Giovanni in Monte di Bologna (matricola 13354) a disposizione del comando tedesco SS. Per ordine del comando risultò in uscita il 2 marzo 1945 per «rilascio» insieme ad altri 10 detenuti. Condotti davanti al rudere della stazione di San Ruffillo, essi furono fucilati e sepolti sommariamente in alcuni crateri di bomba. L’eccidio fu scoperto dopo la Liberazione e la sua salma fu riconosciuta al cimitero della Certosa dove furono portati i corpi di 94 detenuti del carcere cittadino uccisi segretamente da militi SS.

DANTE GIBELLINI nacque a Spilamberto (da altre fonti: Modena) l’8 ottobre 1908 da Quirino e Adalgisa Beltrami. Giunse a Spilamberto con la famiglia nel 1919 dopo aver vissuto per qualche tempo a Castelvetro (MO). Si sposò nel 1932 con Celestina Costanzini. Rimase vedovo nel 1940, si risposò l’anno seguente a Soliera (MO) con Bruna Gasparini. Da censimento del 1936 risultò residente in Via Montanara n.7. Poi si trasferì in Via Vignolese n.7b. Fu bracciante. Anche se non s’impegnò mai a tempo pieno nella Resistenza, l’11 ottobre 1944 entrò nella Brigata “Aldo Casalgrandi” con il nome di battaglia “Lupo”. Il 22 aprile 1945 fu ucciso dai soldati tedeschi con una raffica di mitra mentre si stava spostando in bicicletta nei pressi della chiesa del Carmine.

ALBERTO BONETTI nacque a Spilamberto il 1° dicembre 1910. Da sempre avversario del regime fascista, il 10 maggio 1944 entrò nella Brigata partigiana “Casalgrandi” con il nome di battaglia “Cocco”. Alla metà di luglio una delazione consentì alla Brigata Nera di Spilamberto di catturarlo. Dopo un duro interrogatorio, Bonetti fu legato al camion della formazione fascista e trascinato lungo la via per San Vito finché agonizzò. Gli aguzzini lo collocarono sul ciglio della strada e gli sparano la raffica fatale il 17 luglio 1944.

IMER MESCHIARI partecipò da partigiano il 12 marzo 1944 al combattimento a Pieve di Trebbio (MO) contro le forze della RSI. Il 22 marzo 1944 fu prelevato dalla sua abitazione e fucilato a Parma.

LUCIANO ORLANDI nacque a Maranello (MO) il 6 agosto 1923. Arruolato nella Regia Marina, dopo l’8 settembre 1943 tornò a casa. Il 3 marzo 1944 entrò nella Brigata “Walter Tabacchi”. Nei mesi successivi partecipò ad alcune azioni di sabotaggio e mise a disposizione la casa per gli incontri clandestini. Arrestato su delazione all’inizio di agosto 1944, finì nel carcere del comando tedesco di Villa Santi, sul colle di Campiglio (Vignola). All’alba del 13 agosto 1944 fu prelevato dalla detenzione insieme a Giorgio Ballestri, Aldo Casalgrandi, Antonio Maccaferri e Primo Terzi. I nazifascisti li portarono a Ospitaletto. Lì furono impiccati in cinque punti del borgo per vendicare la morte in combattimento di altrettanti soldati germanici, avvenuta il giorno precedente. È decorato con una Medaglia d’Argento al Valor Militare alla memoria con la seguente motivazione: "Valoroso partigiano animato da profonda fede, dotato di elevate doti organizzative, partecipava a importanti e rischiose azioni di sabotaggio dimostrando incontestabile coraggio e sprezzo del pericolo. Nel corso di lunghi mesi di attività partigiana la sua casa diventava base per le esigenze più diverse: rifugio, sosta, rifornimento e posto di collegamento tra pianura e montagna. Individuato per vile delazione e arrestato, veniva sottoposto ad atroci torture e, benché lusingato con la promessa di aver salva la vita in cambio di informazioni sui suoi compagni, preferiva affrontare eroicamente la morte senza tradire la causa per la Libertà della Patria".

ALDO CASALGRANDI nacque a Spilamberto il 3 ottobre 1921. Fu operaio della SIPE (Stabilimento Italiano Prodotti Esplodenti). Il 15 marzo 1944 entrò nella Brigata “Walter Tabacchi” e fu uno degli organizzatori della Resistenza di Spilamberto. Dopo diversi sabotaggi della produzione, cominciò ad asportare materiali esplosivi e partecipò in alcune azioni partigiane. Fu arrestato dai fascisti su delazione di un parente. All’alba del 13 agosto 1944 fu prelevato dal carcere di Villa Santi, sul colle di Campiglio (Vignola), insieme a Giorgio Ballestri, Antonio Maccaferri, Luciano Orlandi e Primo Terzi. I nazifascisti portano i cinque ostaggi a Ospitaletto. Lì furono impiccati in cinque punti del borgo per vendicare la morte in combattimento di altrettanti soldati germanici, avvenuta il giorno precedente. La Brigata SAP della V Zona fu intitolata alla sua memoria.

ARTURO ROSSI nacque a Monteveglio (BO) il 20 novembre 1900. Agricoltore fu residente a San Cesario sul Panaro (MO). Fu partigiano della Brigata Selvino Folloni della Divisione Modena montagna con il nome di battaglia “Riccio”. Cadde nel combattimento di Benedello (MO) il 5 novembre 1944. In quel giorno i tedeschi e i fascisti organizzarono un rastrellamento. Tra le 7 e le 8 del 5 novembre i nazisti aprirono il fuoco. I partigiani, circondati dalle truppe nazifasciste, si batterono in condizioni di inferiorità. Diversi partigiani cercarono di attraversare il Panaro come via verso la salvezza. Molti partigiani furono colpiti nel tentativo di raggiungere il fiume, altri mentre attraversavano la corrente. La battaglia di Benedello costò alla Resistenza modenese 32 morti e diversi feriti.

SERGIO CORONA, partigiano, morì il 5 novembre 1944 durante la battaglia di Benedello di Pavullo, che vide impegnato il “Gruppo Brigate Est” contro le forze nazifasciste, in aspri combattimenti con 32 Caduti tra i partigiani.

PRIMO TERZI, di Desiderio e Adolfa Rosi, nacque a Campogalliano (MO) il 23 maggio 1917. Agricoltore fu residente a Castelvetro di Modena (MO). Il 10 maggio 1944 entrò come partigiano nella Brigata “Walter Tabacchi”. Fu arrestato per delazione all’inizio di agosto del 1944 e incarcerato nel comando tedesco di Villa Santi, sul colle di Campiglio (Vignola). All’alba del 13 agosto 1944, fu portato dai nazifascisti a Ospitaletto insieme con Giorgio Ballestri, Aldo Casalgrandi, Antonio Maccaferri e Luciano Orlandi. Lì furono impiccati in cinque punti nevralgici del borgo per vendicare la morte in combattimento di altrettanti soldati germanici.

Fonti :
- http://www.straginazifasciste.it
- https://www.anpimodena.it
- https://www.ciportanovia.it
- https://memorialedigitale.it
- https://www.academia.edu/110966327/Emma_Sala_una_vittima_dimenticata
- http://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/

Contenuti

Iscrizioni:
SIA
IMPERITURA GLORIA
AI CADUTI PER LA LIBERTÀ

GIOVANNI LUPPI 2.1.1882 22.2.1948

ADELMO FIORENZI 2.3.1918 22.4.1945
ERMES ARTIOLI 13.2.1926 14.6.1944
GIUSEPPE ARTIOLI 23.5.1928 14.6.1944
RENZO SOLI 28.12.1898 2.3.1945

ALDINO MORSELLI 27.10.1911 14.6.1944
VITO RODO 4.10.1918 13.7.1944
EMMA SALA 1.12.1889 22.4.1945
ALDO MARAMOTTI 21.2.1925 22.4.1945
GIORGIO FOLLONI 28.9.1924 22.4.1945

FLORINDO MANFREDINI 1.8.1908 2.3.1945
OTELLO BERGONZINI 29.1.1921 2.3.1945
DANTE GIBELLINI 8.10.1908 22.4.1945
ALBERTO BONETTI 10.12.1910 17.7.1944
IMER MESCHIARI 21.7.1925 22.3.1944

LUCIANO ORLANDI 6.8.1923 13.8.1944
ALDO CASALGRANDI 3.10.1921 13.8.1944
ARTURO ROSSI 20.11.1900 5.11.1944
SERGIO CORONA 29.9.1924 5.11.1944
PRIMO TERZI 25.5.1917 13.8.1944
Simboli:
Informazione non reperita

Altro

Osservazioni personali:
Per Adelmo Fiorenzi esiste una discrepanza nella data di nascita riportata nel sacrario (2 marzo 1918) e quella presente nelle fonti (12 marzo 1918).
Per Ermes Artioli esiste una discrepanza nella data di nascita riportata nel sacrario (13 febbraio 1926) e quella presente nelle fonti (23 marzo 1926).
Per Giuseppe Artioli esiste una discrepanza nella data di nascita riportata nel sacrario (23 maggio 1928) e quella presente nelle fonti (25 marzo 1928).
Per Aldo Maramotti esiste una discrepanza nella data di nascita riportata nel sacrario (21 febbraio 1925) e quella presente nelle fonti (21 marzo 1925).
Per Alberto Bonetti esiste una discrepanza nella data di nascita riportata nel sacrario (10 dicembre 1910) e quella presente nelle fonti (1 dicembre 1910).
Per Primo Terzi esiste una discrepanza nella data di nascita riportata nel sacrario (25 maggio 1917) e quella presente nelle fonti (23 maggio 1917).

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