109085 - Sacrario del Castellaccio – Livorno

E’ un memoriale complesso, situato in mezzo ad un bosco in località Castellaccio, nei pressi di Livorno. Affisse su pietra, sono collocate delle lastre commemorative sono di marmo. Alcune scritte sono di ferro, altre intagliate e colorate di rosso. RIcordano lo sforzo dei livornesi durante la guerra di Liberazione.

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Castellaccio
Indirizzo:
Località boschiva a 310 metri s.l.m.
CAP:
57128
Latitudine:
43.489749
Longitudine:
10.364013

Informazioni

Luogo di collocazione:
Area boschiva
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Marmo, Pietra, Altro
Materiali (Dettaglio):
Il materiale è prevalentemente pietra, marmo. Le scritte sono in bronzo, alcune invece intagliate, altre scritte con colore rosso. Il sostegno del cannone è di ferro, colorato con vernice rossa e bianca.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Comune diLivorno
Notizie e contestualizzazione storica:
Ogni anno il 19 luglio si svolgono a Livorno le tradizionali celebrazioni per commemorare l’anniversario della Liberazione della città dal nazifascismo. Vengono deposte corone nel suggestivo Sacrario del Castellaccio, la collina dove si trovava il 10° Distaccamento Oberdan Chiesa della Brigata Garibaldi. Sulla Palazzina dei Piloti, nel Porto Mediceo, c’è una targa posta in memoria dei Partigiani Francesco Paggini e Gino Tosi. Motivazione del riconoscimento Francesco “Cecco” Paggini e Gino Tosi parteciparono attivamente e con coraggio a molte delle imprese del 10° Distaccamento Partigiano Oberdan Chiesa, che contribuì in modo determinante alla liberazione di Livorno. La loro azione più famosa e forse importante fu quella che li vide protagonisti di una missione affidata loro dal Comando Americano. Una pattuglia, costituita da Luciano Montelatici, Michele Carlesi, Francesco Paggini e Gino Tosi, ai primi di luglio del ’44, dopo estenuanti e fortunose peripezie attraverso il territorio ancora controllato dai tedeschi, riuscì a riconsegnare agli americani il pilota Ernest Kulik, che era stato tratto in salvo sempre dai partigiani e curato per le gravi ferite riportate in seguito alla caduta. Giunti a Vada il maggiore Harry Carl Kait, sovrintendente al Civil Affairs Officer, sostenne che il Comando Alleato aveva urgente necessità di informazioni per conoscere il sistema difensivo tedesco e la dislocazione delle batterie e delle aree minate all’interno di Livorno, ritenuta zona fortificata. In mancanza di queste notizie era previsto un disastroso definitivo bombardamento sulla città, già martoriata. Paggini e Tosi, poco più che ventenni, si offrirono volontari per portare a termine la missione. Dalla scogliera di Castiglioncello, arrampicandosi sui dirupi e percorrendo lunghi tratti anche a nuoto, per evitare di imbattersi nelle truppe tedesche, che si riteneva fossero dislocate sulle colline, raggiunsero Chioma e da lì, esausti, si diressero al Distaccamento a Quarrata. Qui furono raccolte tutte le informazioni e con l’apporto della Giunta Militare del CLN fu redatta una dettagliata carta topografica. Furono di nuovo Paggini e Tosi ad attraversare il fronte, affrontando la più rischiosa via di terra, per non sciupare il prezioso documento, e a raggiungere il Comando USA. Con quella carta topografica fu scongiurato l’ultimo micidiale bombardamento già programmato. Visti i rapporti di fiducia, instauratisi tra il Comando Americano e il Distaccamento, Paggini e Tosi, su invito del Maggiore Kait, indossarono la divisa americana e furono arruolati nella 804a Tank Destroyer Battalion come partigiani-guida, partecipando con le forze alleate alla liberazione delle colline e della città, nella quale il 19 luglio del 1944 entrarono sui carri armati americani.

Contenuti

Iscrizioni:
-Ricostruito a cura dell’Amministrazione Comunale Provinciale della brigata paracadutisti “folgore” 19 Luglio 1975
-La resistenza italiana ha visto la generosa partecipazione degli uomini del mare. Livorno marinara e popolana nel centenario dell’accademia navale ricorda tra i tanti eroici combettenti della kibertà e della civiltà accanto agli ammiragli Bergamini Campioni e Mascherpa anche la medaglia d’oro della sua terra Ilario Zambelli. Amministrazione c.le Livorno 19 Luglio 1981 A.N.P.I.
-Perché nessuno dimentichi il prezzo della libertà. X distaccamento “o chiesa” III brigata “G.Garibaldi” caddero i partigiani
Bikonaki Felix –pl- 18/07/1944
Cantini Giuseppe 29/09/1944
Galli Ero 16/07/1944
Cherardi Lanciotto 19/07/1944
Giambruni Vittorio 16/09/1944
Piccini Aldo 17/07/1944
Pini Renato 13/07/1944
Pizzi Silvano 14/07/1944
19 Luglio 1944
19 Luglio 1989
L’amministrazione comunale l’ampi livornese
-La croce qui innalzata nel 1947 ai combattenti di Vittorio Veneto ad onore dei caduti per la libertà oggi 2 Giugno 1961 a cura dell’a.n. combattenti e reduci sezione di Montenero viene rinnovata in forma più degna quale monumento di confermata imperitura riconoscenza verso i gloriosi caduti.
Simboli:
Una croce, un'ancora, un cannone posato su una forma cilindrica colorata di rosso simboleggiano gli ambiti all'intero dei quali gli uomini hanno speso la loro vita per sostenere il grande e indiscutibile valore della libertà durante il secondo conflitto mondiale.

Altro

Osservazioni personali:
Per noi vedere questo sacrario e tutti i nomi scritti sulle lastre commemorative ci fa capire quanto la resistenza livornese sia stata dura ed estremamente eroica.

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