302174 - Sepolcro di Giancarlo Puecher Passavalli, M.O.V.M. – Lambrugo (CO)

Giancarlo Puecher Passavalli fu la prima Medaglia d’Oro al Valor Militare della Resistenza in Lombardia. “Cadde a vent’anni da apostolo e da soldato, sublimando nella morte la multiforme e consapevole spiritualità che aveva contraddistinto la sua azione partigiana”, così sta scritto sulle motivazioni del conferimento della più alta onorificenza concessa dal Capo dello Stato. Fucilato dopo un processo farsa la notte del 21 dicembre 1943, i suoi resti furono portati al cimitero di Lambrugo, dove la famiglia viveva, e lì tumulati nella tomba di famiglia. La monumentale tomba a stele, completata successivamente, è un vero e proprio monumento di memoria civile. Dal basamento in pietra si innalza la stele a pianta quadrata su cui è inciso l’epitaffio in onore del martire, coronata in cima da una composizione bronzea del Calvario, opera del 1948 dell’artista milanese Mario Negri (Tirano, 25 giugno 1916 – Milano, 5 aprile 1987).

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Indirizzo:
Via Martiri della Libertà
CAP:
22045
Latitudine:
45.761686302438
Longitudine:
9.2449151888902

Informazioni

Luogo di collocazione:
All'interno del Cimitero di Lambrugo, vicino al muretto di cinta di sinistra.
Data di collocazione:
1943
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Il monumento si trova all'interno del cimitero, circondato da siepi e vasi di fiori. Un'ampia struttura quasi cubica, rivestita di lastre di pietra grigia squadrate, fa da basamento. Sopra di essa si erge una colonna/stele a pianta quadrata, alla base della quale è visibile la dedica incisa nel marmo. La colonna è sormontata da un capitello scolpito in stile corinzio su cui poggia un gruppo scultoreo in bronzo raffigurante il Cristo crocifisso affiancato da due figure (la Madre e San Giovanni Evangelista): la rappresentazione classica della Crocifissione sul Calvario), opera dell’artista milanese Mario Negri (1948).
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Informazione non reperita
Notizie e contestualizzazione storica:
Nato a Milano il 23 agosto 1923 in una famiglia borghese (il padre Giorgio era un noto notaio; la madre Anna Maria Gianelli muore quando Giancarlo era ancora bambino; due fratelli Virginio e Gianni) Giancarlo Puecher Passavalli abbandona gli studi universitari in giurisprudenza per arruolarsi in aviazione nel luglio del 1943. A causa dei bombardamenti angloamericani sulla sua città natale - che hanno colpito anche la sua casa nella centrale via Broletto - è costretto a sfollare con la famiglia nella villa di Lambrugo in Brianza, che diventa centro di aiuto per sbandati in difficoltà, e luogo di confronto sulla situazione dell'Italia, pur senza perdere i contatti con la città di Milano. L'armistizio dell'8 settembre cambia tutto: egli rifiuta di aderire alla Repubblica di Salò e, insieme ad alcuni amici, organizza a Ponte Lambro (Erba) uno dei primi gruppi partigiani della zona dopo contatti con l'avvocato Luigi Meda, esponente dei cattolici democratici di Milano, il prete Don Giovanni Strada, parroco di Ponte Lambro e fautore della Resistenza, e l’alpino Franco Fucci, reduce dalla Grecia. L'attività di Puecher e del suo gruppo, sebbene il tipo di lotta patriottica scelto da Puecher rientri in quella che è stata definita dagli storici come Resistenza disarmata o civile, attira presto l'attenzione dei comandi fascisti e tedeschi. Il 12 novembre 1943 è arrestato insieme ad altri sette amici partigiani, tra cui anche il padre Giorgio. Pur avendo l'opportunità di fuggire dal carcere, sceglie di restare per un profondo senso di responsabilità verso il padre e gli altri compagni prigionieri, temendo ritorsioni su di loro. Il 20 dicembre è condannato a morte dopo un processo sommario avente come pretesto l’uccisione da parte di un gappista di due esponenti minori del fascismo erbese.
Puecher, Il 20 dicembre 1943 è condannato a morte «per aver promosso, organizzato e comandato una banda armata di sbandati dell'ex esercito allo scopo di sovvertire le istituzioni dello stato». Unico condannato a morte nel processo farsa istituito in una sola giornata, è fucilato davanti al cimitero di Erba nella notte del 21 dicembre 1943. Di fronte al plotone d'esecuzione, Puecher dimostra una statura morale enorme: perdona i suoi esecutori, affronta la morte sostenuto da una profonda fede cattolica, rifiuta la benda, morendo a soli vent'anni per la libertà dell'Italia.
Prima di venir giustiziato per non aver tradito i propri ideali, Puecher scrisse queste parole: « L'amavo troppo la mia Patria, non la tradite, e voi tutti giovani d'Italia seguite la mia via e avrete compenso della vostra lotta ardua nel ricostruire una nuova unità nazionale. Perdono a coloro che mi giustiziano perché non sanno quello che fanno e non pensano che l'uccidersi tra fratelli non produrrà mai la concordia. Ho sempre creduto in Dio e perciò accetto la Sua volontà. »
Il padre Giorgio, pur non avendo partecipato direttamente alle azioni armate, è deportato nel campo di concentramento di Mauthausen per la sola colpa di essere il padre di Giancarlo, dove muore di stenti il 7 aprile 1945. Dopo l'esecuzione di Giancarlo, i superstiti del suo gruppo partigiano trasformano il lutto in resistenza, e il suo nome diviene un simbolo per i partigiani locali: infatti nel febbraio 1945 nasce la Brigata "Puecher".

Il 26 ottobre 1945 viene riconosciuta a Giancarlo la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria con la seguente motivazione:
"Patriota di elevatissime idealità, scelse con ferma coscienza dal primo istante la via del rischio e del sacrificio. Subito dopo l’armistizio attrasse, organizzò, guidò un gruppo di giovani iniziando nella zona di Lambrugo, Ponte Lambro, il movimento clandestino di liberazione ed offrendo la sua casa come luogo di convegno. Con lo esempio personale fortificò nei compagni la fede nell’azione che essi dovevano più tardi proseguire in suo nome. Presente e primo in ogni impresa gettò nella lotta tutto se stesso prodigandovi le risorse di una mente evoluta e di un forte fisico, ed associando all’audacia un particolare spirito cavalleresco. Braccato dagli sgherri fascisti, insidiata la sicurezza della sua famiglia, non desistette. Incarcerato con numerosi suoi compagni e poi col padre, d’accordo con questi rifiutò la evasione per non allontanarsi dai compagni di fede e di sventura. Condannato a morte dopo sommario processo, volle essere animatore sino all’estremo, lasciando scritti di ardente amor patrio e di incitamento alla continuazione dell’opera intrapresa. Trasportato al luogo del supplizio, chiese di conoscere il nome dei suoi esecutori per ricordarli nelle preghiere di quell’aldilà in cui fermamente credeva, e tutti i presenti abbracciò e baciò, ad ognuno lasciando in memoria un oggetto personale, pronunciando parole nobilissime di perdono e rincuorando coloro che esitavano di fronte al delitto da compiere. Cadde a vent’anni da apostolo e da soldato, sublimando nella morte la multiforme e consapevole spiritualità che aveva contraddistinto la sua azione partigiana — Erba, 9 settembre - 23 dicembre 1943".
Giancarlo Puecher Passavalli è sepolto nel cimitero di Lambrugo.
A Lambrugo è stata conferita il 2 giugno 2014 la "Cittadinanza Onoraria" a Giancarlo ed al padre Giorgio.

Contenuti

Iscrizioni:
A
GIANCARLO
PUECHER
PASSAVALLI

PER LA PATRIA RECISO
ASCESE AL CIELO
PERDONANDO
BELLO E SANTO
DI AMORE E DI FEDE

MILANO / 23.8.1923
ERBA / 21.12.1943
Simboli:
Giancarlo Puecher Passavalli è stato profondamente cattolico, mostrando il suo credo e la sua fede in tutte le sue azioni, fino al sacrificio finale per amore dell'Italia libera. La scultura del Cristo in Croce che si erge sulla sua tomba esprime questo suo martirio. Le due figure a lato del Crocifisso sono la Madre, la Vergine Maria, colei che sostiene con compassione materna il figlio morto, e San Giovanni Evangelista, il "discepolo amato" che rappresenta l'umanità sgomenta di fronte al sacrificio divino, ma da questo redenta.

Altro

Osservazioni personali:
Giancarlo Puecher Passavalli è anche ricordato nelle pietre:
- 291938 - Lastra al partigiano Giancarlo Puecher Passavalli – Como
- 268753 - Lastra a Giancarlo e Giorgio Puecher Passavalli M.O.V.M. – Milano
- 121253 - Lastra dedicata a Giancarlo Puecher – Milano
- 187463 - Ai Caduti per la Libertà – Loggia dei Mercanti – Milano
- 142883 - Lastra ai Caduti dell’Università statale di Milano
- 302048 - Monumento alla M.O.V.M. Giancarlo Puecher Passavalli – Erba (CO)

FONTI
BIANCHI, G.: Giancarlo Puecher. Un eroe del Novecento, un esempio per gli Italiani. Nuova edizione a cura di Alessandro Nava. Manzoni Ed., 2022.
Pietre della Memoria – Il segno della storia
ISACEM: Biografie Resistenti – Puecher Passavalli Giancarlo
Wikipedia: Giancarlo Puecher Passavalli
Presidenza della Repubblica – Puecher Passavalli Giancarlo – Medaglia d’Oro al Valor Militare
A.N.P.I. Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Giancarlo Puecher
Erba Notizie.com: Lambrugo: unanimità per la cittadinanza onoraria ai Puecher

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