163138 - Stele ad Antonio Giuriolo – Corona di Lizzano in Belvedere

Stele in pietra con targa commerativa in rame.  Ricorda la visita del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il 14 ottobre 2001, al luogo in cui morì il  Antonio Giuriolo (Arzignano, 12/2/1912 – Corona di Lizzano in Belvedere, 12/12/1944) comandante della Brigata partigiana Matteotti Montagna.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Corona
Indirizzo:
Via Corona, 21
CAP:
40042
Latitudine:
44.204402
Longitudine:
10.891258

Informazioni

Luogo di collocazione:
Lato Strada provinciale 66
Data di collocazione:
2001
Materiali (Generico):
Pietra, Altro
Materiali (Dettaglio):
Stele in pietra con targa in rame scritta.
Stato di conservazione:
Ottimo
Ente preposto alla conservazione:
Informazione non reperita
Notizie e contestualizzazione storica:
La stele ricorda la visita del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il 14 ottobre 2001, a Corona di Lizzano in Belvedere. Il Presidente ha reso onore al luogo in cui cadde il Capitano Antonio Giuriolo, comandante della Brigata partigiana Mattettoti Montagna, morto il 12 dicembre del 1944 in uno scontro a fuoco con i tedeschi. Giuriolo era nato ad Arzignano (Vicenza) nel 1912 ed era comandante della Brigata partigiana Matteotti Montagna dal luglio 1944. Aveva partecipato con i suoi uomini a molti scontri contro tedeschi e fascisti sulll'Appennino a sud di Bologna (provincie di Bologna, Pistoia, Modena) e alla liberazione dell’Alta Valle del Reno fra settembre e ottobre 1944. Quando gli Alleati giunsero a Porretta Terme, il 5 ottobre 1944, i partigiani avevano già occupato il territorio dell'attuale comune di Alto Reno Terme.
Successivamente, i partigiani della Brigata Matteotti Montagna e altri gruppi partgiani operanti in questa parte dell'Appennino bolognese furono riarmati dagli Alleati e con questi parteciparono alle operazioni militari per lo sfondamento delle ultime difese tedesche. Il 12 dicembre 1944, dopo avere occupato una postazione tedesca a Corona, Giuriolo e i suoi uomini furono contrattaccati. Mentre si ritiravano combattendo, Giuriolo nell'intento di coprire i suoi fu falciato da una raffica di mitraglia. A Corona, insieme a lui, morirono Pietro Galiani e Nino Venturi. Nella notte nevicò e i corpi poterono essere recuperati solo nella primavera del 1945, quando la zona fu definitivamente liberata.Fonti: Dizionario biografico online, Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese: 1919-1945, a cura di Alessandro Albertazzi, Luigi Arbizzani, Nazario Sauro Onofri, Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea nella provincia di Bologna "Luciano Bergonzini", Istituto per la storia di Bologna, Comune di Bologna, Regione Emilia Romagna, 1985-2003, ad nomen; Massimo Turchi, La Zona libera del Belvedere. I rapporti tra i partigiani, le amministrazioni locali e gli Alleati (settembre 1944-aprile 1945), in E-REVIEW, Rivista degli istituti storici dell’Emilia Romagna in rete, n. 3, a. 2015, pp. 115-153.
La morte di Giuriolo venne ricordata sul n. 2, 15 febbraio 1945, del giornale “Patrioti”, pubblicato dalla Brigata partigiana Giustizia e Libertà Montagna operante nei comuni di Gaggio Montano, Castel d'Aiano, Lizzano in Belvedere, Porretta Terme. La redazione del giornale "Patrioti" (stampato su 4 colonne e di pagine 4) era affida al giovane Enzo Biagi (Lizzano in Belvedere 1920 - Milano 2007). Vi si legge: “[…] So poco di Toni, poche volte l'ho incontrato. Ma mi sembra di averlo conosciuto da tempi tanto lontani, perché in lui trovavano vita quegli ideali che animano i sogni dei giovani, perché c'era nel suo gesto, nella sua frase, un inestimabile calore umano. E’ difficile parlare di chi non è più, di chi è scomparso combattendo: retorica e iperbole falsano la purezza della parola. Ma di Toni si può con verità dire che la sua vita e la sua mente onorano il nostro Paese, che l'Italia ha perso con lui un figlio che della sua devozione ha testimoniato con la vita […]”. Tratto da “Patrioti”, n. 2 del 15 febbraio 1945, ora in L. Bergonzini, L. Arbizzani, La Resistenza a Bologna: testimonianze e documenti, vol. 2, La stampa periodica clandestina, Bologna, Istituto per la storia di Bologna, 1969, p. 1070, dallo stesso volume sono tratte le informazioni su “Patrioti”.
In occasione della visita a Corona il Presidente Ciampi pronunciò a braccio un discorso, poi trascritto dalla registrazione audio e ora reperibile in http://presidenti.quirinale.it/Ciampi/dinamico/ContinuaCiampi.aspx?tipo=discorso&key=15996. Di questo intervento riportiamo solo alcune frasi iniziali:
“Non era previsto che prendessi la parola, ma in una giornata come questa - con questo magnifico cielo, in mezzo a queste montagne, che anche a me pur nato sulla costa, sono familiari - di fronte a questo cippo sento di non potere andar via senza rivolgervi il mio saluto.
In una giornata che, come già è stato detto, è una giornata di rievocazione del passato, ma non fine a se stessa, per cercare di operare bene nel presente, guardando innanzi a noi, guardando al futuro.
Questo cippo è dedicato ad Antonio Giuriolo, nato ad Arzignano, classe 1912, uomo di lettere che diventa uomo d'arme. Perché diventa uomo d'arme? Diventa uomo d'arme perché vi è in lui, come accadde a tanti, a molti italiani, una rivolta nella propria coscienza; una rivolta morale dopo quella giornata orribile che fu l'8 settembre del 1943. […]”

Per la storia di Giuriolo e della Matteotti Montagna, e per le altre "pietre della memoria" che nei Comuni di Alto Reno Terme e Lizzano in Belvedere hanno lo stesso intento commemorativo si vedano in questo portale anche "Monumento ad Antonio Giuriolo" , "Monumento al Capitano 'Tony' e ai caduti partigiani" e l'allegato "Sulle orme della Brigata partigiana Matteotti Montagna per la libertà".

La sitografia è da intendersi consultata al 16 febbraio 2020

Contenuti

Iscrizioni:
Sulla targa:

Comune di Lizzano in Belvedere

14 ottobre 2001
Il Presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
ha reso onore a questo luogo
in cui cadde il Capitano Toni
Antonio Giuriolo
medaglia d’oro al valore militare
Simboli:
Informazione non reperita

Altro

Osservazioni personali:
La scheda è stata compilata nell’ambito dell’attività didattica del CPIA – Montagna, Centro per l’istruzione degli Adulti nel Comune di Castel di Casio. Hanno partecipato all’attività studenti e studentesse di diverse provenienze (Marocco, Tunisia, Venezuela, Romania, India) configurandosi così anche come motivo di riflessione sulla memoria della Seconda Guerra Mondiale nei loro Paesi di origine e approfondimento lessicale di lingua italiana. Questo scambio linguistico e culturale è all’origine dell’allegato "Sulle orme della Brigata partigiana Matteotti Montagna per la libertà".

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