7353 - Stele alle vittime del rastrellamento del 27 Marzo 1944 – Costacciaro

Stele marmorea rettangolare (cm 133,5 X 80 e 9 di spessore), con bassorilievo ed epigrafe commemorativa dei martiri del rastrellamento nazista del 27 Marzo 1944. Il bel bassorilievo, posto all’interno del civico cimitero di Costacciaro, costeggiante la Via Flaminia, rappresenta un’allegoria dell’Italia, un’Italia turrita ed armata di spada nella mano destra, destra che appare ancora, però, vincolata, al polso, dalle catene del suo antico servaggio all’Austria-Ungheria. La “Donna-Serva Italia” si mostra rivestita da un lungo mantello,  svolazzante alle sue spalle, mentre, alla sua sinistra, da una catena di monti, probabilmente le Alpi, sorge un sole radioso, accompagnato dal motto LIBERTÀ, inciso intorno al suo disco interno. Ai due lati della lastra, altrettante lapidi ricordano il più giovane martire del succitato rastrellamento, l’appena sedicenne Nazzareno Lupini (a sinistra) ed il soldato dell’esercito italiano Galli Guido (a destra), morto, in Ungheria, il 04 Ottobre 1943.
NOTA STAFF PIETRE: scheda aggiornata in data 11/01/2020

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Caprile
Indirizzo:
Via Flaminia
CAP:
06021
Latitudine:
43.3664087
Longitudine:
12.7035416

Informazioni

Luogo di collocazione:
Spazio aperto, posto al centro del vecchio cimitero civico di Costacciaro
Data di collocazione:
La data di collocazione è malcerta, ma va, assai probabilmente, ricompresa tra gli anni Venti e Trenta del secolo scorso
Materiali (Generico):
Marmo, Pietra
Materiali (Dettaglio):
La lastra marmorea è collocata verticalmente rispetto al terreno e poggia su di un modesto basamento, costituito da un gradino di pietra, forse simboleggiante un altare
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
Comune di Costacciaro
Notizie e contestualizzazione storica:
La memoria lapidea, opera del valente scultore di Gualdo Tadino Siro Storelli, conosce due versioni contrastanti, circa la sua originaria concezione e destinazione. Per alcuni, infatti, essa sarebbe dovuta servire per ricordare i caduti di Costacciaro nella Grande Guerra 1915-1918 (per, poi, forse, essere posizionata sul monumento ai caduti del capoluogo), mentre, per altri, essa, voluta dal Fascismo, avrebbe dovuto rappresentare l'orgogliosa reazione italiana all'imposizione delle sanzioni, conseguenti allo scatenamento, da parte dello stesso regime dittatoriale, della guerra coloniale d'Etiopia del 1935-1936

Contenuti

Iscrizioni:
"Ai martiri - Lupini Nazzareno - Fiorucci Tommaso - Bugliosi Benedetto - Lupini Antonio - Uccisi da rabbia tedesca - Nel rastrellamento della S.S. - Il 27 marzo 1944 - A perenne ricordo dei popoli"
Simboli:
Allegoria dell'Italia turrita, incatenata, ma già armata di spada, in vista della sua propria liberazione e sole sorgente da alcune montagne, probabilmente le Alpi, tutt'attorno al cui disco interno figura, inciso in caratteri maiuscoli, il motto LIBERTÀ.

Altro

Osservazioni personali:
La lapide è esposta, e sottoposta, quotidianamente, al forte degrado, dovuto all'erosione e corrosione accelerate, da parte degli agenti atmosferici ed andrebbe, perciò, urgentemente restaurata e posta in un luogo riparato e protetto

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