Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- Viale Monte Santo, 12
- CAP:
- 20121
- Latitudine:
- 45.479874984514
- Longitudine:
- 9.1936629954855
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Colonna del palazzo sede della farmacia di via Monte Santo. Sul luogo, un tempo, vi fu la sede del negozio-officina di biciclette di Capettini e luogo di incontri segreti del "Gruppo fratelli Capettini".
- Data di collocazione:
- 31 dicembre 1945: secondo anniversario della comune fucilazione
- Materiali (Generico):
- Bronzo, Marmo
- Materiali (Dettaglio):
- Lastra di marmo bianco. Borchie di bronzo.
- Stato di conservazione:
- Buono
- Ente preposto alla conservazione:
- Comune di Milano
- Notizie e contestualizzazione storica:
- La lastra che commemora i martiri del "Gruppo fratelli Capettini" si trova dove un tempo vi fu il negozio-officina di biciclette di Capettini, sede che divenne luogo di incontri segreti del gruppo e deposito di materiale bellico della Resistenza.
- ARTURO CAPETTINI (nome di battaglia Giuseppe)
Nacque il 17 marzo 1900 a Zeme Lomellina (PV). Fu un commerciante e un militante comunista, convinto antifascista. Trasferitosi da Mortara a Milano nel 1939 con la famiglia, subì ripetuti arresti e maltrattamenti da parte dei fascisti a causa della sua attività clandestina di opposizione al regime, finché fu costretto a espatriare in Svizzera e in Francia. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, fu tra i primi e più fervidi organizzatori della Resistenza milanese: il suo negozio di biciclette in viale Monte Santo divenne deposito di materiale bellico partigiano e di viveri, di stampa clandestina nonché punto di riferimento per combattenti e operai che in quei mesi organizzarono scioperi e sommosse nelle fabbriche. Arruolatosi nella terza brigata “Garibaldi GAP”, i tedeschi lo arrestarono il 19 dicembre 1943 nei pressi della stazione di Mortara, dove si era recato per portare aiuti e rifornimenti ai partigiani della zona. Nei giorni successivi furono arrestati anche sua moglie Matilde e suo fratello Cesare mentre tentavano di trasferire il materiale da viale Monte Santo. Rinchiuso nel carcere milanese di San Vittore, Arturo subì brutali sevizie da parte delle SS. Capettini fu fucilato il 31 dicembre 1943 al Poligono di tiro della Cagnola, in piazzale Accursio, assieme ad altri due combattenti della terza brigata “Garibaldi GAP”: Gaetano Andreoli e Cesare Poli accusati di aver cooperato nella fabbricazione di ordigni esplosivi e di aver detenuto materiale di propaganda comunista. Nel 1944, per onorarne la memoria, le formazioni garibaldine intitolarono a suo nome la 51a brigata d’assalto, attiva principalmente nell’Oltrepò pavese. Dopo la sua uccisione, una Brigata partigiana dell'Alta valle Staffora assunse il suo nome.
- CESARE CAPETTINI
Nacque a Furbine, in provincia di Alessandria, fratello di Arturo. Abitò a Mortara. Negli stessi giorni dell'arresto di Arturo, fu rinchiuso nello stesso carcere e, nonostante le percosse, non rivelò alcuna informazione sull'attività clandestina. Nel febbraio 1944 Cesare fu deportato a Mauthausen dove morì il 4 marzo 1945, all'età di 36 anni.
- MATILDE BOTTERO
Moglie di Arturo, conobbe le brutalità dei repubblichini dopo l’arresto. Seppe della presenza del marito nel carcere e nei corridoi incrociò il cognato Cesare, segnato dalle torture. Rimase detenuta per quattro mesi a San Vittore ed altri tre nel campo di Fossoli. Seppe della morte del marito Arturo soltanto tre mesi dopo che avvenne. Caricata su un treno destinato nei lager di Mauthausen, durante un bombardamento alleato avvenuto nelle vicinanze di Padova riuscì a fuggire. Morì a Roma all'età di 87 anni.
- CESARE POLI (nome di battaglia Gardena)
Nacque a Milano nel 1891, fu combattente nella prima guerra mondiale. Uomo d'azione, organizzò innumerevoli operazioni di sabotaggio contro i nazisti. Collaborò con tutte le formazioni della lotta partigiana nella raccolta e nel trasporto di armi, viveri, indumenti e medicinali, oltre che fornire aiuto ai prigionieri. Nell'ottobre del 1943 fu in prima fila nell'organizzazione degli operai della periferia milanese. Arrestato una prima volta, riuscì a fuggire, ma fu catturato nuovamente il 24 dicembre 1943 mentre, inconsapevole dell'arresto di Capettini, si recava a casa sua. Imputato di costituzione di banda armata insieme a Capettini, Andreoli e Scotti, fu rinchiuso a San Vittore e sottoposto a continue torture. Al momento dell'arresto, nella sua abitazione furono trovati materiale di propaganda, una radio e armi. La condanna a morte recitò: «Cesare Poli, ...per aver diretto varie organizzazioni comuniste e per aver in correità col Capettini cooperato ... al fine di provocare un movimento insurrezionale armato ...». Il 31 dicembre 1943 fu fucilato al poligono di piazzale Accursio insieme a Capettini e Andreoli.
- GAETANO ANDREOLI
Nacque a Milano il 7 agosto 1906, fu uno dei primi coraggiosi patrioti partigiani in città. Gappista del Comitato "Cinque Giornate", mantenne i contatti con i partigiani del colonnello Croce (Giustizia e Libertà). Fu protagonista nella difesa di San Martino (Valcuvia), che tra il 15 e il 19 novembre 1943 fronteggiò l'offensiva tedesca. Arrestato il 18 novembre, condivise con i compagni le torture a San Vittore e il martirio al poligono di piazzale Accursio il 31 dicembre 1943, insieme a Capettini e Poli.
- ANGELO SCOTTI
Fu un avvocato milanese e membro del Comitato Militare Lombardo, una delle prime formazioni armate della Resistenza. Arrestato con gran parte del Comitato durante una riunione in casa sua il 19 novembre 1943, a causa di una delazione, subì a San Vittore torture particolarmente accanite da parte delle SS in quanto esponente di spicco della Resistenza. Durante il processo farsa cui fu sottoposto con Capettini, Poli e Andreoli, gli fu offerto di richiedere la grazia; egli rifiutò, ma fu Cesare Poli a convincerlo a presentarla per cogliere l'opportunità di continuare poi la lotta. Condannato a morte come i suoi compagni, il 31 dicembre 1943 fu condotto con loro al poligono di piazzale Accursio per la fucilazione. Mentre le bare erano già nel cortile, alle ore 11:00 gli fu comunicata la commutazione della pena di morte in ergastolo. Alle 12:30 il plotone d'esecuzione fucilò i suoi compagni. Scotti fu riportato a San Vittore; deportato in Germania, morì nelle camere a gas nel luglio del 1944.
I caduti che questa lastra commemora, sono ricordati anche in:
- Pietredellamemoria: Cippo in memoria delle vittime di piazzale Accursio, Milano
- Pietredellamemoria: Murali in memoria delle vittime di piazzale Accursio, Milano
- Pietredellamemoria: Cimitero Maggiore di Milano - Campo della Gloria (campo 64)
- Pietredellamemoria: Monumento ai caduti nei lager in Germania - Cimitero Monumentale Milano
- Pietredellamemoria: Lapide tombale di Arturo e Cesare Capettini – Mortara (PV)
- Pietredellamemoria: Pietra di inciampo in memoria di Arturo e Cesare Capettini – Mortara (PV)
- Pietredellamemoria: Lastra commemorativa ai Caduti per la Libertà - Mortara
FONTI:
- A.N.P.I. Arturo Capettini - biografia : racconto diretto e molto interessante su quei giorni.
- Terradimemorie: Lapide ad Arturo Capettini - Milano
- ARTURO CAPETTINI (nome di battaglia Giuseppe)
Contenuti
- Iscrizioni:
ANTESIGNANO E PIONIERE
DELLA LOTTA PARTIGIANA
ARTURO CAPETTINI
PROFETIZZO’ IN QUESTA OFFICINA
I CONTRASTATI IDEALI
E LE GESTA CLANDESTINE
PER UNA ITALIA LIBERA E DEMOCRATICA
LA SEZIONE COMUNISTA
“FRATELLI CAPETTINI”
ACCOMUNANDO NEL RICORDO I MARTIRI
ANDREOLI – POLI – SCOTTI
NEL SECONDO ANNIVERSARIO
DEL LORO OLOCAUSTO
31-12-1943 – 31/12/1945
- Simboli:
- Informazione non reperita
Altro
- Osservazioni personali:
- Informazione non reperita

