299828 - Lastra a ricordo di Maria Cantù e Angelo Finzi – Milano

La lastra a ricordo di Maria Cantù e Angelo Finzi si trova nel punto dove i repubblichini fascisti gettarono ed abbandonarono i corpi dei due partigiani da loro trucidati.
Essa è realizzata in marmo bianco debolmente venato e misura approssimativamente centimetri 75×45. Il fissaggio a circa m 1.70 sul muro di cemento è ottenuto con 4 chiodi metallici borchiati, con testa piramidale in bronzo (di cui una mancante). Le iscrizioni sono incise in caratteri capitali smaltati in rosso vivo.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Quinto Romano
Indirizzo:
via Airaghi, 61
CAP:
20153
Latitudine:
45.473756338913
Longitudine:
9.0809114655221

Informazioni

Luogo di collocazione:
All'esterno di un muro di recinzione in cemento.
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo, Altro
Materiali (Dettaglio):
Lastra di marmo. Borchie di bronzo. Iscrizione incisa e verniciata.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
A.N.P.I.
Notizie e contestualizzazione storica:
  • Maria Cantù
    nacque a Milano il 19 maggio 1912. Col nome di battaglia "Mariuccia", operò come staffetta per le formazioni partigiane di Giustizia e Libertà di Milano tra il 1943 e il 1945. I suoi compiti consistevano nel trasportare dispacci, documenti falsi e denaro, attraversando con coraggio una città occupata dai nazifascisti. Il 24 gennaio 1945, nella sede clandestina del comando di Giustizia e Libertà di via Goldoni 84, cadde nelle mani dei militi della Repubblica Sociale Italiana. Al momento dell'arresto le furono trovati denaro, assegni, una macchina per scrivere e soprattutto documenti falsi destinati a facilitare l'espatrio di ebrei e di ex prigionieri alleati. "Mariuccia" fu quindi rinchiusa nelle celle ricavate nella sede della Legione Autonoma Mobile "Ettore Muti", in via Rovello, dove fu sottoposta a interrogatori e torture.

  • Angelo Finzi
    figlio di Arturo e di Enrichetta Rina Massarani, nacque a Pavia il 31 luglio 1910. Studiò a Padova, dove conseguì il diploma di ragioniere presso un istituto tecnico-commerciale. Successivamente si iscrisse all'Università Ca' Foscari di Venezia, laureandosi in Economia e Commercio. A seguito dell'emanazione delle leggi razziali del 1938, fu costretto a cambiare più volte residenza e perfino a espatriare. Decise però di rientrare clandestinamente in Italia e, sotto il nome di copertura "Vito Silvestri", entrò nella Resistenza, nelle formazioni vicine al Partito d'Azione. Collaborò alla diffusione della stampa clandestina e svolse soprattutto il delicato incarico di ufficiale di collegamento, trasportando denaro proveniente dall'estero destinato alle organizzazioni resistenziali. Il 25 gennaio 1945, mentre si recava con denaro e documenti alla base di Giustizia e Libertà di via Goldoni fu arrestato dalla Legione Muti e condotto anch'egli nella sede di via Rovello, dove subì giorni di interrogatori e torture.

  • Il sacrificio di Maria Cantù e di Angelo Finzi
    Dopo alcuni giorni di interrogatori e torture, nella notte tra il 2 e il 3 febbraio 1945, Maria Cantù e Angelo Finzi furono uccisi a colpi di pistola ed i loro corpi straziati furono abbandonati nel fango e nella neve in via Airaghi, una strada tra Quinto Romano e Seguro nel territorio dell'attuale Settimo Milanese. Furono rinvenuti il giorno seguente da alcuni passanti che provvidero a farli trasportare all'Obitorio.
    Dopo la Liberazione emerse che nei registri della sede di via Rovello, accanto ai nomi di Maria Cantù ed Angelo Finzi i fascisti avevano annotato falsamente che erano stati rimessi in libertà. Tra il 1947 e il 1948, il Tribunale di Milano condannò i dirigenti e diversi appartenenti alla Legione Autonoma Mobile "Ettore Muti", riconoscendoli responsabili anche dell'uccisione di Maria Cantù e Angelo Finzi.

    Maria Cantù ora riposa per sempre presso il cippo numero 314 (vedi galleria) insieme a moltissimi altri partigiani sepolti nel
  • Campo della Gloria - ai Caduti per la Libertà – Cimitero Maggiore – Milano
    Ella è ricordata anche nel:
  • Memoriale ai Caduti – Idroscalo - Milano

    APPROFONDIMENTI
  • 1938: Leggi razziali

    FONTI
  • ANPI: Maria Cantu'
  • ANPI: Angelo Finzi
  • Stragi nazifasciste: via Airaghi
  • Digital Library: Angelo Finzi
  • IVESER: Finzi Angelo e Fanny
  • NonunadimenoMilano: Maria Cantu' (pag 17)
  • Percorsi della shoa: Angelo Finzi
  • Terra di Memorie: La sede clandestina
  • Contenuti

    Iscrizioni:


    PERCHE` SEMPRE IL RICORDO
    DEI MARTIRI DELLA LIBERTA`
    MARIA CANTU` « MARIUCCIA »
    19 MAGGIO 1912
    ANGELO FINZI « VITO »
    31 LUGLIO 1910
    CADUTI IL 3 FEBBRAIO 1945
    LE ZOLLE CHE IRRORARONO CON IL LORO SANGUE
    SIANO FECONDE ALLA CARA PATRIA
    CHE TANTO AMARONO

    Simboli:
    Informazione non reperita

    Altro

    Osservazioni personali:
    La lastra è esposta alle intemperie e ai capricci della vegetazione, che bisogna rimuovere per poter leggere le iscrizioni e scattare foto. Ai piedi del muro dove è fissata la lastra, rimangono i residui secchi di quello che sono stati gli omaggi floreali.

    Questa lastra è fissata ad un muro in cemento che si trova all'aperto, nel punto dove i repubblichini gettarono abbandonandoli i corpi dei due commemorati. E' quindi un luogo molto significativo, ma non certo adatto a soffermarsi per onorarne la memoria.

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