282754 - Lastra ai Caduti per la Libertà e ai deportati di Baggio – Milano

La lastra ricorda gli abitanti delle “case minime” del quartiere Baggio che caddero per la Libertà durante la Resistenza (8) o che furono deportati e morirono nei campi di sterminio nazisti (6). La lastra è di marmo bianco senza venature, montata su di una sovrastruttura metallica che la assicura alla recinzione condominiale (anch’essa metallica). Le misure approssimativamente sono 140 x 100 centimetri. Le iscrizioni sono in caratteri capitali incisi e smaltati in nero.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Baggio
Indirizzo:
Piazza Teresio Olivelli
CAP:
20153
Latitudine:
45.460479176596
Longitudine:
9.1165610240204

Informazioni

Luogo di collocazione:
Applicata ad un supporto metallico, montato molto in alto, sulla recinzione del condominio, esposta verso via delle Forze Armate (seconda collocazione).
Data di collocazione:
1987, successivamente ricollocata.
Materiali (Generico):
Marmo, Altro
Materiali (Dettaglio):
Lastra in marmo. Telaio in acciaio smaltato.
Stato di conservazione:
Sufficiente
Ente preposto alla conservazione:
ANPI Sez. Zona 1 e Consiglio di Zona di Baggio
Notizie e contestualizzazione storica:
Lo storico quartiere popolare di Baggio, sorge nella periferia ovest di Milano, alla fine di via delle Forze Armate. Ha una tradizione agricola molto antica, è sempre stato densamente popolato ed ha dato un contributo significativo alla lotta di Liberazione, pagando un altissimo prezzo in termini di vite umane.
Furono centinaia i partigiani uccisi, ed almeno 31 antifascisti originari del quartiere morirono nei campi di sterminio nazisti, tra cui sei persone di origine ebraica. Alcuni di essi erano giunti dopo lunghe peripezie alle "case minime" di Baggio dalla Spagna ed altri paesi lontani, per poi finire i loro giorni deportati ad Auschwitz.
Otto abitanti di Baggio, lavoratori delle Officine Borletti, furono protagonisti che caddero negli scioperi del marzo 1944.
Nel luogo dove sorgevano le "case minime di Baggio" abitate da tutti loro, in memoria degli operai e le loro famiglie, è stata posta una "Targa di riconoscenza". Alla cerimonia di inaugurazione furono presenti il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato, il presidente della Comunità Ebraica Leone Soudel ed il rappresentante dell’ambasciata d’Israele in Italia, Gal Mor.

* Luigi Alò, appartenente al comando della 112ª brigata SAP Garibaldi, fu tra le figure simbolo della Resistenza locale. Di professione sarto, utilizzava la propria abitazione per lo smistamento di armi e materiale di propaganda del movimento "Giustizia e Libertà". Fu ucciso il 25 novembre 1944.
* Ambrogio Casati, organizzava comizi antifascisti clandestini nelle fabbriche. Deportato a Mauthausen, il 26 aprile 1945 vi trovò la morte, come tragica ed inevitabile conseguenza della macchina di sterminio nazista.
Molti altri abitanti di Baggio si unirono alla lotta partigiana e persero la vita.
Particolarmente tragica fu la vicenda della famiglia di origini ebree Varon, i cui membri furono tutti deportati ed uccisi ad Auschwitz.

La Targa di riconoscenza, alla memoria di questi eventi e delle persone che vi presero parte, fu affidata alla Fondazione Memoria della Deportazione. Nella motivazione si ricordò il 'Giuramento di Mauthausen', con cui gli ex deportati si impegnarono a lottare per il trionfo della pace e dell’amicizia tra i popoli.

Nelle immediate vicinanze di questa targa sono presenti le
  • 6 pietre di inciampo in memoria della famiglia Varon.

    FONTI
  • Deportati.it .....
  • ANPI Sezione Zona 1: La “targa di riconoscenza” degli antifascisti di Baggio

    APPROFONDIMENTI
    Le 'Case minime" sono state il tipo di edilizia popolare realizzata a Milano tra gli anni '20 e '40 del Novecento, destinata a famiglie operaie ed a ceti sociali con basso reddito. Sono ormai scomparse, demolite, riqualificate o trasformate, ma ebbero un ruolo importante nella storia urbanistica e sociale della città.
  • Contenuti

    Iscrizioni:

    NELLE "CASE MINIME DI BAGGIO" CHE SORGEVANO SU QUESTA AREA
    OPERAVA DURANTE LA GUERRA DI LIBERAZIONE
    IL COMANDO DELLA 112a BRIGATA SAP "GARIBALDI"
    IN QUESTE CASE VIVEVANO CON LE LORO FAMIGLIE E CON I LORO COMPAGNI DI LOTTA
    I CADUTI PER LA LIBERTA`:

    ALO` LUIGI
    CASATI AMBROGIO
    CASSANI BRUNO
    CLAPIZ BRUNO
    COLOMBO MARIO
    SORAGNA FERNANDO
    VISCONTI ERNESTO
    LEONI L. A. FUCILATO


    DA QUESTE CASE FURONO DEPORTATI NEI CAMPI DI STERMINIO NAZISTI OVE MORIRONO:


    ABOLAFIA VARON REBECCA
    VARON ALEGRINA
    VARON IDA
    VARON MOSE`
    VARON SIGNURU
    YOHAI VARON REBECCA


    IL CONSIGLIO DI ZONA POSE NEL 1987 AL TERMINE DELLA RICOSTRUZIONE DEL QUARTIERE

    Simboli:
    Informazione non reperita

    Altro

    Osservazioni personali:
    La targa è in una posizione 'di fortuna' a causa di ristrutturazioni edilizie che hanno costretto a spostarla alla attuale posizione (2025) che si spera sia solo provvisoria, dalla parete del palazzo, suo originale posizionamento (vedi galleria).

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