282771 - Pietre d’inciampo a ricordo delle famiglie Varon di Baggio – Milano

Le pietre d’inciampo sono state poste per ricordare il sacrificio di 6 componenti di 2 famiglie ebree Varon che furono deportati nei lager nazisti e che non fecero mai ritorno. Si trovano in prossimità di dove vi fu la loro ultima dimora nel quartiere milanese di Baggio.
Le pietre d’inciampo o stolpersteine, furono ideate dall’artista tedesco Gunter Demnig. Sono cubetti di porfido con la faccia a vista ricoperta in ottone su cui sono incisi: nome, date e luoghi di nascita e morte del caduto, per tramandare la memoria delle persone deportate, fatte morire o uccise nei lager nazisti. L’intento dell’autore è che le pietre d’inciampo restituiscano ad ogni singola vittima l’identità, più di quanto facciano i monumenti collettivi, perché ogni pietra ricorda una singola persona ed è collocata nel luogo in cui visse o fu arrestata. Incontrando una pietra, si può scegliere se proseguire indifferenti o fermarsi, osservarla e riflettere. Le scarne informazioni incise, restituiscono individualità a chi si tentò di ridurre a un semplice numero. Il termine ‘inciampo’ non va inteso in senso fisico, ma come un ‘inciampo visivo e mentale’, un invito anche casuale a fermarsi, raccogliersi e riflettere.

Visualizza la mappa

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Baggio
Indirizzo:
Piazza Teresio Olivelli
CAP:
20153
Latitudine:
45.460590842169
Longitudine:
9.1165682564709

Informazioni

Luogo di collocazione:
Sul marciapiede di fronte al luogo dove sorgevano le cosiddette 'case minime' in cui le famiglie Varon abitarono.
Data di collocazione:
2022
Materiali (Generico):
Ottone, Pietra
Materiali (Dettaglio):
Cubetti di porfido ricoperti da una piastra di ottone sulla faccia superiore, su cui è incisa la dedica. Misura della piastra in ottone: 10x10 cm.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Pietre d'inciampo - Milano
Notizie e contestualizzazione storica:
Le omonimie presenti in queste due famiglie, dovute alla più che probabile stessa origine nella comunità ebraica sefardita di Gallipoli (Gelibolu), potrebbero generare confusione.

Famiglia di Moisè Varon e Rebecca Yohai


  • Moisè Varon (Pietra di inciampo numero 3), figlio di Isaia Varon e Gioia Habib, nacque il 2 marzo 1881 a Gallipoli in Turchia, dove sposò Rebecca Yohai.
  • Rebecca Yohai (Pietra di inciampo numero 2), figlia di Haim e di Signurù Varon, nacque l’8 aprile 1882 a Gallipoli, in Turchia. Dal suo matrimonio con Moisè Varon nacquero i figli Vitali (22 aprile 1908) e Signurù (24 gennaio 1914), alla quale Rebecca, secondo l'usanza ebraica sefardita, diede lo stesso nome di sua madre: Signurù.
  • Vitali Varon nel giugno 1933 risultava residente a Milano, nel modestissimo alloggio popolare: le “case minime” di Baggio. Egli fu il primo membro della famiglia trasferitosi a Milano, raggiunto solo in seguito dal resto della famiglia: Moisè lavorò come venditore ambulante e Rebecca come casalinga.
  • Signurù Varon (Pietra di inciampo numero 1) lavorò come trapanista, mentre Vitali trasferitosi in un altro appartamento lavorò come manovale.

    Con l’emanazione delle leggi fasciste razziali nel 1938, i loro nomi risultarono tra quelli degli ebrei orientali di cittadinanza italiana residenti a Milano e per questo il 5 dicembre 1943 Moisè, Rebecca e Signurù furono arrestati e detenuti nel carcere milanese di San Vittore. Il 30 gennaio 1944 furono condotti nei sotterranei della Stazione Centrale di Milano, dove fu formato il 'Convoglio 24' col quale furono deportati. Giunti ad Auschwitz-Birkenau Il 6 febbraio 1944, Moisè e Rebecca furono immediatamente uccisi, mentre Signurù morì in data e luogo e rimasti ignoti, ma niente fa pensare che sia accaduto fuori dal campo di sterminio.
    Nell’estate 1945, Vitali Varon, unico superstite della sua famiglia, risultava iscritto assieme a moglie e figlio, alla Comunità ebraica di Milano, assistiti dall’E.C.A. (Ente Comunale di Assistenza di Milano), in quanto congiunto, in condizioni di bisogno, di “deportati in Germania”.


    Famiglia Varon di Moise Varon e Rebecca Abolaffia


  • Rebecca Abolaffia Varon, (Pietra di inciampo numero 6) nacque il 10 luglio 1891 a Gallipoli in Turchia.
    Sposò Moisè Varon, figlio di Elio, un commerciante che gestiva una rivendita al dettaglio di olio d’oliva. Dal loro matrimonio nacquero almeno quattro figli:
  • Allegrina Varon nata a Gallipoli (Turchia) il 9 ottobre 1914 (Pietra di inciampo numero 5);
  • Ida Varon nata a Gallipoli (Turchia) il 28 agosto 1918 (Pietra di inciampo numero 4);
  • Lucia Varon nata a Milano il 29 settembre 1920;
  • Elia Varon nato a Milano il 3 ottobre 1922.
    Godendo di cittadinanza italiana, alla fine della Grande Guerra e probabilmente nel clima di trasformazione politica seguito alla fine dell'Impero Ottomano, l'intera famiglia lasciò la Turchia e si stabilì a Milano, nelle 'Case minime di Baggio' dove nel 1940 Moisè morì, lasciando Rebecca Abolaffia vedova a 49 anni.

    Le leggi razziali avevano già censito come di razza ebraica i componenti della famiglia. Con l’occupazione nazista dell’Alta Italia e l’insediamento della Repubblica di Salò iniziò la caccia agli ebrei da internare, deportare e sterminare. Ida Varon fu arrestata il 3 dicembre 1943 ed il giorno successivo fu arrestata anche sua madre Rebecca Abolaffia. Entrambe incarcerate a San Vittore, partirono il 30 gennaio 1944 col convoglio 24 dal Binario 21 per essere deportate ad Auschwitz, dove al loro arrivo furono immediatamente assassinate. Allegrina Varon riuscì a nascondersi fin quando a dicembre del 1944 fu anch’essa arrestata e trasferita a Bolzano. Partì il 14 dicembre 1944 col trasporto 112 per Ravensbruck, ma da quel momento se ne perdono definitivamente le tracce.

  • Queste due famiglie Varon si stabilirono nelle modeste Case Minime di Baggio, alla periferia di Milano, trovandovi una patria sicura. Il loro lungo viaggio riprese purtroppo dal 'Binario 21' e si concluse nei campi di sterminio di Auschwitz e Ravensbrück. La loro tragica fine, rappresenta quindi una storia non solo familiare, ma la dimostrazione di come la Shoah abbia cancellato intere generazioni di famiglie ebraiche, pienamente inserite nella società italiana ed in altre nazioni.

    Nelle immediate vicinanze di queste pietre di inciampo è presente la
  • Lastra ai Caduti per la Libertà e ai deportati di Baggio – Milano ed anche su questa sono presenti i nomi dei componenti delle famiglie Varon deportati.

    FONTI pietredinciampomilano.it :
  • Signurù Varon
  • Ida Varon
  • Rebecca Varon Yohai
  • Moisè Varon
  • Allegrina Varon
  • Rebecca Abolaffia Varon
  • Prefettura di Milano: confische ebrei

    APPROFONDIMENTI
  • Gli ebrei sefarditi cacciati dalla Spagna nel 1492, trovarono ottima accoglienza nell'Impero Ottomano e per oltre quattro secoli, Salonicco, Smirne, Costantinopoli, Edirne e Gallipoli (Gelibolu) ospitarono fiorenti comunità ebraiche conservare tradizioni religiose e cognomi di origine iberica e la lingua giudeo-spagnola (ladino). Vissero in pace fino a quando fra il 1912 e il 1918 si susseguirono le guerre balcaniche - la prima guerra mondiale - la campagna di Gallipoli. Nel 1923, Mustafa Kemal Atatürk impresse allo Stato nazionale una fortissima identità turca che pur senza vere persecuzioni, spinse molti ebrei sefarditi - come i Varon - ad emigrare in Italia perché offriva loro particolari privilegi giuridici e commerciali.

  • Le 'Case minime" sono state il tipo di edilizia popolare realizzata a Milano tra gli anni '20 e '40 del Novecento, destinata a famiglie operaie ed a ceti sociali con basso reddito. Sono ormai scomparse, demolite, riqualificate o trasformate, ma ebbero un ruolo importante nella storia urbanistica e sociale della città.
  • Contenuti

    Iscrizioni:


    QUI ABITAVA
    SIGNURU` VARON
    NATA 1914
    ARRESTATA 5.12.1963
    DEPORTATA
    AUSCHWITZ
    ASSASSINATA

    QUI ABITAVA
    REBECCA YOHAI VARON
    NATA 1882
    ARRESTATA 5.12.1968
    DEPORTATA
    AUSCHWITZ
    ASSASSINATA 6.2.1046

    QUI ABITAVA
    MOISE VARON
    NATO 1881
    ARRESTATO 5,12.1968
    DEPORTATO
    AUSCHWITZ
    ASSASSINATO 8.2.1944

    QUI ABITAVA
    IDA VARON
    ΝΑΤΑ 1918
    ARRESTATA 3.12.1943
    DEPORTATA
    AUSCHWITZ
    ASSASSINATA 8.2.1944

    QUI ABITAVA
    ALLEGRINA VARON
    ΝΑΤΑ 1914
    ARRESTATA DIC. 1944
    DEPORTATA
    RAVEN SBRÜCK
    ASSASSINATA

    QUI ABITAVA
    REBECCA ABOLAFFIA VARON
    NATA 1891
    ARRESTATA 4.12.1943
    DEPORTATA
    AUSCHWITZ
    ASSASSINATA 6.2.1948

    Simboli:
    Informazione non reperita

    Altro

    Osservazioni personali:
    Informazione non reperita

    Gallery