Posizione
- Nazione:
- Indirizzo:
- via G. Gasparoli, 200
- CAP:
- 21012
- Latitudine:
- 45.651266877862
- Longitudine:
- 8.8477343730164
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Al termine di un breve cammino in leggera salita fra i ginepri, all'interno di un angolo riparato da alti cipressi in prossimità dell'incrocio di via Gasparoli con la SP 20.
- Data di collocazione:
- Informazione non reperita
- Materiali (Generico):
- Bronzo, Altro
- Materiali (Dettaglio):
- Cemento grezzo per il monumento, terracotta per gli stemmi comunali, bronzo per i caratteri dell'iscrizione.
- Stato di conservazione:
- Buono
- Ente preposto alla conservazione:
- Informazione non reperita
- Notizie e contestualizzazione storica:
-
- Mauro Venegoni
figlio di Paolo e Angela Stefanetti, nacque il 4 ottobre 1903 a Legnano (in provincia di Milano), dopo i fratelli Carlo (1902) e Maria (1901), seguito da Pierino (1908), Gina (1911) e Guido (1919).
Date le modeste condizioni economiche della falegnameria del padre, e il modesto salario percepito dalla madre al Cotonificio Cantoni, già a 12 anni entrò alla Franco Tosi >>>.
Nel 1917, ad appena 15 anni, entrò nella gioventù socialista con il fratello Carlo e nel 1921 aderì al Partito Comunista d'Italia.
In prima fila nella lotta antifascista, nel 1922 partecipò ai funerali di Giovanni Novara, giovane sindacalista assassinato dagli squadristi legnanesi.
Nel 1923, ripetutamente e ferocemente perseguitato dai fascisti, si trasferì a Milano e lavorò alla Caproni di Taliedo.
Nel 1924 ebbe frequenti contatti con Antonio Gramsci e scrisse diverse "corrispondenze operaie" per il quotidiano l'Unità.
Membro del Comitato sindacale nazionale comunista, più volte aggredito dagli squadristi, fermato e arrestato; alla fine del 1926 i Carabinieri di Legnano lo proposero per il confino, con un rapporto che è un inno alla sua tempra di militante antifascista. La richiesta fu lasciata cadere perché nel 1927 venne incarcerato per 15 mesi con il fratello minore Pierino. Deferito al Tribunale Speciale, è infine assolto per insufficienza di prove.
Nel 1929 espatriò in Francia, dove lavorò come operaio presso la Citroen. Nel 1930 il Centro di Parigi lo inviò alla scuola leninista di Mosca.
Nel maggio 1932, ritornato in Francia e inviato in missione in Italia, fu arrestato in Sicilia e condannato a cinque anni di reclusione, che scontò in gran parte a Civitavecchia. Furono anni di privazioni, di solitudine ma anche di intenso studio.
L’11 giugno 1940, giorno successivo all’entrata in guerra dell’Italia, fu internato nel campo di concentramento di Vasto, in provincia di Chieti, dove organizzò subito un comitato clandestino di Resistenza. Quando fu scoperto venne trasferito alle Tremiti, dove, per le sue posizioni antistaliniste, fu radiato dal collettivo del partito.
Nell’agosto 1943, liberato dal campo di concentramento delle Tremiti, si impegnò immediatamente nelle lotte operaie nell’Alto Milanese e, dopo l’armistizio dell’8 settembre, organizzò e diresse il movimento sappista, prima nell’Olonese e poi nel Vimercatese, dove, nonostante la sua condizione di radiato, si conquistò la stima e la fiducia dei militanti comunisti di base.
I fascisti lo catturarono casualmente a Busto Arsizio, lo torturarono e il 31 ottobre 1944 lo assassinarono ed in fretta lo seppellirono laddove a Cassano Magnago, sorge oggi il cippo che lo commemora. Fu seppellito col falso nome di “Raimondi” (riportato sui suoi falsi documenti), affinché non si scoprissero le orrende sevizie e mutilazioni inflitte a Mauro, nel vano tentativo, di strappargli informazioni sull’organizzazione partigiana della zona.
Solo nell’ottobre 1945 il corpo di Mauro Venegoni fu riesumato tra due ali di folla e portato al cimitero di Legnano, per essere sepolto nel campo dei Caduti partigiani, dove da allora riposa vicino ai suoi fratelli presso il
- Monumento ai deportati e ai partigiani di Legnano
https://www.pietredellamemoria.it/pietre/monumento-ai-deportati-e-ai-partigiani-di-legnano/
Nel dopoguerra gli fu conferita la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria, con la seguente motivazione: “Nato a Legnano (Milano) il 4 ottobre 1903. Ardente patriota era tra i primi a costituire le formazioni partigiane nella sua zona partecipando con esse per oltre un anno a numerosi combattimenti, sempre distinguendosi per capacità e coraggio. Catturato veniva sottoposto alle più atroci torture, ma nulla rivelava che potesse tradire i commilitoni e la Resistenza. La sua indomabile fede non veniva scossa nemmeno allorché il nemico ne straziava barbaramente il volto ed il corpo, accecandolo e poi uccidendolo. Luminoso esempio di sublime sacrificio e di ardente amor di Patria. Valle Olona – Busto Arsizio, 31 ottobre 1944”.
Si ricordi che Mauro Venegoni fu una delle figure più significative della Resistenza e del movimento operaio antifascista italiano: il suo impegno politico, sindacale e civile lo rese un simbolo della lotta per la libertà e la democrazia, riconosciuto non solo a Legnano ma a livello nazionale come esempio di coraggio e sacrificio contro il fascismo.
FONTI:
- A.N.P.I.
- A.N.P.I.: Venegoni e i suoi fratelli
- A.N.P.I. Legnano
- Wikipedia:
- RestelliStoria: Chi era Mauro Venegoni
- LegnanoNews: la morte del partigiano legnanese Mauro Venegoni
- Venegoni.it: all'inizio del '900
- Venegoni.it: Mauro Venegoni
- Venegoni.it fratelli Venegoni
- MuseoWEBapil: L'attentato all'albergo Mantegazza
- Mauro Venegoni
Contenuti
- Iscrizioni:
MAURO VENEGONI
MEDAGLIA D'ORO VALOR MILITARE
CADUTO PER LA LIBERTA`
A 4.10.1903
Ω 31.10.1944
- Simboli:
- Formelle in terracotta degli stemmi dei comuni di Busto Arsizio - Legnano - Cassano Maderno.
Altro
- Osservazioni personali:
- Informazione non reperita








