Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- Corso Regio Parco
- CAP:
- 10153
- Latitudine:
- 45.081314448444
- Longitudine:
- 7.7088482652314
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Cimitero Monumentale, 7° ampliamento - Viale centrale
- Data di collocazione:
- 1947
- Materiali (Generico):
- Bronzo, Marmo, Pietra
- Materiali (Dettaglio):
- Statua in pietra e marmo; muro in pietre; pietre grezze con targhe in bronzo; lapide in marmo.
- Stato di conservazione:
- Sufficiente
- Ente preposto alla conservazione:
- AFC, Servizi Cimiteriali città di Torino
- Notizie e contestualizzazione storica:
- Gli antifascisti e i partigiani caduti nella lotta di Liberazione e qui ricordati furono di diverse estrazioni: dalle figure dell'Azione cattolica (Catti, Balbis) a quelle di origine ebraica (Fernex, Artom), dagli studenti universitari (Dumontel) ai militari (Perotti). Sono inoltre ricordati i componenti del C.L.N. piemontese, fucilati al poligono del Martinetto, e alcune delle Medaglie d'Oro al Valor Militare della Resistenza. Inoltre è ricordato anche lo scrittore e giornalista Amedeo Ugolini, che fu antifascista e partigiano morto dopo la fine del secondo conflitto.
Fonti:
- Donne e Uomini della Resistenza, sul sito A.N.P.I.;
- POLIGONO DI TIRO DEL MARTINETTO, TORINO, 05.04.1944, su Atlante Stragi Nazifasciste;
- Viale delle Medaglie d’Oro – Torino, su Pietre della Memoria
I quattro decorati con M.O.V.M. sono:
- PIETRO CAVEZZALE nacque a Cuneo il 27 dicembre 1922. Dopo aver frequentato il corso industriale inferiore e la Scuola elettricisti per marinai a Torino, si arruolò in Marina e dopo un periodo di istruzione al Deposito C.R.E.M. di La Spezia, fu assegnato alla categoria Elettricisti e destinato alla Base navale di Lero (isola greca del Dodecaneso), alla 127a Batteria da 90/53 piazzata sul Monte Meraviglia in funzione antinave e antiaerea. Dopo l'armistizio partecipò alla lotta contro i tedeschi e benché ferito, si offrì volontariamente a sostituire un servente al pezzo, fino all'esaurimento delle munizioni. Continu la lotta con il fuoco di una mitraglia e cadde il 16 novembre 1943 in un combattimento all'arma bianca. Fu decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria con la seguente motivazione: “Marinaio elettricista destinato a batteria antiaerea in base navale d'oltremare, esplicava i propri compiti con calma e coraggio, malgrado l'incessante offesa aerea. Rimasto disponibile nell'incarico di elettricista per i danni subiti dalla centrale di Tiro, si offriva volontariamente per sostituire un servente ai pezzi ferito e sparava prima contro gli aerei e poi, con alzo a zero, sui reparti nemici avanzanti gli ultimi colpi della batteria. Continuava la lotta con il fuoco di una mitragliera e balzava infine all'attacco con la baionetta cadendo colpito nell'atto stesso in cui trapassava il corpo ed uccideva un ufficiale nemico. Fulgido esempio di eroismo e di virtù guerriere. Lero, 16 novembre 1943”.
Fonte: https://www.marina.difesa.it/cosa-facciamo/storia/la-nostra-storia/medaglie/Pagine/CavezzalePietro.aspx
- RENATO MARTORELLI, nato a Livorno l’1 gennaio nel 1895, compie i primi studi a Livorno. Nel 1907 la famiglia si trasferisce ad Asti, dove il padre è stato assunto dalla cooperativa Vetreria Operaia Federale, e Renato va a studiare a Torino, dove si iscrive al Liceo “Gioberti” e poi alla Facoltà di Giurisprudenza. Durante la Grande Guerra è ferito in combattimento sull’Altopiano di Asiago. Dopo il termine del conflitto esercita la professione di avvocato a Torino. Militante socialista sin dalla giovinezza, si oppone all’ascesa del fascismo ed è tra gli organizzatori del movimento “Italia libera” in Piemonte. Difende molti oppositori del fascismo, anche davanti al Tribunale speciale. Durante la dittatura, benché sorvegliato dalla polizia fascista, mantiene una fitta rete clandestina di contatti politici. Dopo l’armistizio è tra i principali animatori della Resistenza armata, rappresenta il Partito socialista nel Comitato militare del CLN piemontese, organizza formazioni partigiane in Piemonte e in Liguria e partecipa di persona a numerose azioni nel Cuneese e nella Valle del Taro. Ricercato dai nazifascisti, il 30 luglio del 1944 a Niella Tanaro (Cuneo) viene arrestato e incarcerato prima a Mondovì, poi a Cuneo e quindi a Torino. Dopo una breve detenzione nel carcere torinese delle Nuove, è condotto all’albergo Nazionale, sede della Gestapo, dove viene a lungo inutilmente interrogato sotto tortura e infine ucciso il 20 agosto 1944. Il suo corpo non verrà mai ritrovato. Viene decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria con la seguente motivazione: “Fu tra i primi che l’8 settembre 1943 diedero vita alle formazioni partigiane. Assertore deciso della volontà di lotta, a questa prodigò l’inesauribile sua attività, la sua straordinaria energia, il prestigio che a lui derivava dalla forza dell’esempio. Ricercato con particolare accanimento dalle polizie fascista e tedesca, rifiutò ogni asilo ed ogni sosta. Catturato, conobbe il calvario degli insulti, delle offese, delle torture, ma non piegò accettando il supremo sacrificio perché vivessero le idee di indipendenza e di libertà”.
Fonte: https://www.anpi.it/biografia/renato-martorelli
- GIUSEPPE PEROTTI, nato a Torino il 16 giugno 1895, dopo la licenza in fisica e matematica all'Istituto tecnico, fu ammesso all'Accademia militare di Artiglieria e Genio di Torino. Nella Grande Guerra fu sottotenente e durante la rotta di Caporetto gli fu affidato il compito di far saltare i ponti sul Piave. Ciò gli valse una Medaglia di bronzo e la promozione a capitano per meriti di guerra. Nel dopoguerra fu assegnato come istruttore all'Accademia di Torino. Dopo tre anni chiese l'aspettativa per conseguire, al Politecnico di Torino, la laurea in ingegneria civile. Tornò in servizio alla Direzione del Genio militare di Corpo d'Armata, ed è nominato capo sezione dei lavori di montagna e poi addetto all'Ufficio fortificazioni. Promosso maggiore e poi tenente colonnello, Perotti partecipò alla campagna in Etiopia, per la costruzione di strade e ponti. Al rientro in Italia, gli fu affidato il comando dei 15.000 uomini del Reggimento Ferrovieri. Nel luglio 1942 fu promosso generale di brigata e destinato a Roma presso lo Stato Maggiore. Alla data dell’armistizio Perotti entrò subito nella Resistenza e si mise a disposizione del CLNRP (Comitato di liberazione nazionale regionale piemontese). Il CLN lo nominò coordinatore del Comitato piemontese. Per una delazione, il 1° aprile 1944 è arrestato con altri compagni di lotta. Condannato dal Tribunale speciale, fu fucilato al poligono del Martinetto a Torino il 5 aprile 1944 con Franco Balbis, Quinto Bevilacqua, Giulio Biglieri, Paolo Braccini, Enrico Giachino, Eusebio Giambone e Massimo Montano. Fu decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria con la seguente motivazione: «Ufficiale generale di eccezionali doti morali e militari, all'atto dell'armistizio organizzava nell'Italia Settentrionale un'efficace resistenza armata contro l'oppressore tedesco e fascista e dirigeva, con fede ed entusiasmo inesauribili, l'audacissima attività bellica di agguerrite formazioni di patrioti del Piemonte. Con sagacia ed ardimento senza pari portava a termine numerose azioni di sabotaggio contro il traffico ferroviario alla frontiera occidentale, riuscendo ad ostacolare seriamente per oltre tre mesi i movimenti avversari in un'importante vallata alpina. Attraverso un'attiva rete informativa da lui creata e diretta, forniva preziose notizie di carattere operativo ai comandi italiani ed alleati. Arrestato dai nazi-fascisti nel corso di una riunione di dirigenti del fronte clandestino di resistenza piemontese, che in lui avevano trovato il capo di altissimo prestigio, manteneva l'assoluto segreto circa il movimento patriota ed assumendo su di sé con nobilissimo gesto, ogni responsabilità, salvava l'organizzazione e la vita di molti suoi collaboratori. Condannato a morte da un tribunale di parte asservito ai tedeschi, affrontava con cosciente fierezza di soldato la morte al grido di «Viva l'Italia». Italia occupata, 8 settembre 1943- 5 aprile 1944.»
Fonte: https://www.anpi.it/biografia/giuseppe-perotti
- ETTORE RUOCCO, nato a Napoli il 27 gennaio 1920, decise di lasciare la facoltà di ingegneria del Politecnico di Torino e di intraprendere la carriera militare. Concluso il corso e ancora in attesa della nomina a sottotenente a Ceres (TO), sopraggiunse l'armistizio e Ruocco decise di organizzare una formazione partigiana, raggruppando militari sbandati presenti in Valle di Lanzo. Con pochi uomini, il giovane condusse a segno molti colpi di mano contro i nazifascisti. Rimasto ferito in uno scontro, si portò a Torino. Subito dopo Ruocco raggiunse la Val Casotto e si aggregò alle formazioni partigiane di Enrico Martini Mauri, assumendo il comando di quella che fu chiamata la "Squadra di ferro". Nel marzo 1944, durante un pesante rastrellamento compiuto dai tedeschi, tenne testa per tre giorni con i suoi uomini ai nazifascisti. Sfuggito all'accerchiamento, tornò indietro per rintracciarlo suo fratello, anch’egli partigiano, e cadde in mano ai nazifascisti. Per un mese fu sottoposto a tortura ma non parlò. Fu condannato a morte e fucilato a Cairo Montenotte (SV) il 16 aprile 1944 con gli ufficiali Domenico Quaranta, Innocenzo Contini e Pietro Augusto Dacomo, tutti decorati come lui di Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria. Per lui la motivazione recita: “Ufficiale generoso e pieno di ardimento fu tra i primi organizzatori del movimento partigiano del Piemonte. Ferito in combattimento, ritornava, appena guarito, fra i suoi partigiani. Attaccato da preponderanti forze tedesche si batteva eroicamente in tre giornate di duri combattimenti. Catturato, sopportava con stoica fermezza un mese dì patimenti e di torture senza mai svelare nulla, neppure il proprio nome per non compromettere i famigliari. Cadeva sotto il piombo nemico gridando: «Abbasso i tedeschi, Viva l’Italia - Cairo Montenotte, 16 aprile 1944.”
Fonte: https://www.anpi.it/biografia/ettore-ruocco
Una descrizione del monumento, ed alcuni cenni storici, si possono leggere in:
- Monumento ai caduti della libertà, su AFC Torino S.p.A. - Servizi cimiteriali della Città di Torino;
- Monumento ai Caduti della Libertà (Monumento al Partigiano), su European Cemeteries Route.
Gli stessi autori presentarono come segue la loro opera:
“Il monumento sorge da un recinto erboso ribassato di 1,50 e di 10 metri di lato. Il muro perimetrale è a blocchi di pietra sbozzata. Al centro del recinto, non accessibile, su un cilindro di granito, poggia la massa grigia di roccia sgrossata a larghi piani ed in questa medesima roccia è scolpito a tutto rilievo un uomo, un caduto. Verticale, poggiante sulla roccia, è una figura che si “libera” come bassorilievo da uno stele di marmo bianco… Questa roccia (sulla quale si lascerà crescere l’erba) ora sorge dalla terra , dalla fossa comune, che può ricordare quella che con i compagni di martirio dovette scavarsi con le proprie mani; muro di esecuzione e fossa ora divenuto recinto al quale si guarda come a un luogo sacro, inaccessibile eppure vicino…Nel nostro caso gli elementi espressivi si possono ricondurre a quelli primordiali di molti popoli: quale il collocare la salma dell’eroe in lato su di un’ara, sovente isolata e sollevata dalla terra quasi a ridarla al cielo; così pure l’istinto del recinto sacro inaccessibile”.
Per le biografie degli autori si vedano le rispettive voci su Wikipedia:
- Umberto Mastroianni
- Carlo Mollino.
Umberto Mastroianni è autore di altri importanti monumenti ai Caduti della Resistenza, tra i quali sono censiti su Pietre della Memoria:
- il Monumento alla Resistenza Canavesana di Cuorgnè;
- il Monumento alla Resistenza di Cuneo, considerato la sua opera più significativa.
Contenuti
- Iscrizioni:
- lontano il corpo martoriato
il loro spirito aleggia
nella gloria di questo campo
AMEDEO UGOLINI
scrittore - giornalista
componente del comitato
di liberazione
nazionale piemonte
30-4-1896 6-5-1954
FERNEX ALDO
DUMONTEL TITO
FANFONI SERGIO
NOVARA GIOVANNI
CARLO CARLI
BALBIS FRANCO
BECCUTI LORENZO
CATTI GIORGIO
GIACHINO ERIK
DI DARIO VITTORIO
CULEDDU VINICIO
BARBESINI PIETRO
LOSANO ROBERTO
SANSALVADORE FULVIO
DE BLASI ELIO
FASCIOLO TERESIO
PIANA AGOSTINO
SIBONA LUIGINO
FRASSATO PRIMINO
FERRERO AUGUSTO
FERRERO FRANCO
LOSSANI MARIO
MONTANO MASSIMO
MANFREDI GIUSEPPE
IMPERIALE ANGELO
BLANDINO GIANNI
GALLEANO GIUSEPPE
ARTOM EMANUELE
MUSSO RENATO
DEFINA ELIGIO
RICAGNO LUIGI
NEGRO NANNI
TUBITO GIOVANNI
NISSARDI ANGELO
NISSARDI GINO
TAMIETTI SERGIO
MIOLA CARLO
CAVEZZALE PIETRO m.o.
MARTORELLI RENATO m.o.
PEROTTI GIUSEPPE m.o.
RUOCCO ETTORE m.o.
- Simboli:
- Informazione non reperita
Altro
- Osservazioni personali:
- Al momento del sopralluogo purtroppo l'erba alta del prato non consentiva la completa leggibilità delle targhe e dell'epigrafe poste intorno alla scultura. Le iscrizioni sono state completate con il supporto di Monumento ai caduti della Liberazione, Memo, il progetto delle memorie (ANPI).





