3837 - Loggetta ai Caduti di Castelnuovo di Garfagnana (LU)

La “Loggetta Vincenti” sorge sull’area su cui anticamente vi era lo ‘Ospitale’ di Castelnuovo. Fu realizzata appositamente per accoglier le lapidi a ricordo dei Caduti di Castelnuovo di Garfagnana. Per la sua costruzione furono utilizzate le ‘lesene’, le colonne e due archi di pietra lavorata della chiesetta-oratorio di Santa Croce, distrutta dalle bombe dell’ultima guerra. Vi si giunge percorrendo fino in fondo il breve vialetto alberato con lecci che è a sinistra del Duomo di Castelnuovo (San Pietro e Paolo). La loggia è protetta da un cancelletto chiuso a chiave e quindi il suo accesso è riservato. Riparati nella loggia vi sono diversi elementi disposti su due pareti.

 

Parete di destra:

  • un altare con lapide ai caduti della guerra 1915-1918;
  • un altorilievo ed una lapide alle vittime militari della guerra 1940-1945;
  • una lapide ‘a monito’;
  • un altorilievo ed una lapide alle vittime civili della guerra 1940-1945.

 

Parete di sinistra:

 

  • una lapide in ricordo degli otto alpini vittime della valanga “Rocca la Meja in Val Maira”;
  • una lapide in ricordo dei quattro studenti militari garfagnini caduti nel corso della II guerra mondiale.
  • una targa in ottone in memoria di Paolo Angelini.

 

 

Insieme

Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
centro
Indirizzo:
Piazza Giovanni Vincenti
CAP:
55032
Latitudine:
44.10947530000001
Longitudine:
10.41300469377893

Informazioni

Luogo di collocazione:
Piccola loggia al termine del vialetto alberato che fiancheggia il Duomo di Castelnuovo di Garfagnana.
Data di collocazione:
27/08/1950 e 12/07/1992
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo, Ottone
Materiali (Dettaglio):
marmo apuano, bronzo, ottone
Stato di conservazione:
Insufficiente
Ente preposto alla conservazione:
nte competente: Soprintendenza Belle arti e paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara (fonte: http://www.14-18.it/lapide/S128_S121_S61_S04_S238_S122_rev/551/01)
Notizie e contestualizzazione storica:
Promotore del monumento fu Enrico Dellacasagrande che fin dal 1946, mentre ancora si stavano rimuovendo le macerie sentendo il bisogno di far realizzare dal Municipio di Castelnuovo questa impresa. Nacque così il "Comitato pro Monumento ai Caduti" La richiesta venne favorevolmente accolta dall'allora sindaco Loris Biagioni.
L'opera fu commissionata al rinomato scultore Pellegrino Banella che aveva già realizzato numerosi monumenti funerari in Garfagnana. Fu finanziata raccogliendo fondi in vari modi. Numerosi volontari tennero spettacoli nel Teatro Alfieri; si tennero "Tombole" a pasqua e a San Pietro; si ottenne un buon contributo da parte del Comune e quello personale del Sindaco Loris Biagioni; si tennero serate di beneficenza nella sede dell'Associazione Goliardica. Si tenne appositamente perfino la vendita di sigari toscani in piazza Umberto I.
L'opera di Banella fu molto ben apprezzata dalla popolazione che disse: «esprimeva con immediatezza tutto il dolore delle madri e la drammaticità della guerra.» Da grande artista quale era, fu proprio il Banella, quando circa trenta anni dopo rivide il monumento a non essere soddisfatto del suo lavoro e a dire: «Oggi avrei dato una tal forza espressiva a queste figure, da suscitare le più profonde emozioni persino nei visitatori meno sensibili»

Contenuti

ALLE VITTIME MILITARI DELLA GUERRA 1915-1918

parete destra - lastra centrale

ALLE VITTIME MILITARI DELLA GUERRA 1915-1918

Altare e lapide in marmo coi nomi dei 54 caduti della guerra 1915-1918, sono incorniciati sulla parete della loggetta e poggiano su di un basamento anch’esso in marmo alto circa 25 centimetri che sporge di circa 30 centimetri dalla parete. Davanti ad esso, fra due vasi di fiori è sempre viva una fiamma. Fu inaugurato il 27 agosto 1950, ma non se ne conosce l’autore.

Adami Alberto Fiori Giacomo Raffaelli Antonio
Arzilli Vincenzo Giorgi Gino Riani Alessandro
Baletti Gino Gavioni Pietro Rocchiccioli Giuseppe
Bertolini Giuseppe Giovannetti Renato Rocchiccioli Giovanni
Bertoncini Emilio Lenzi Marino Rossi Pietro
Bertucci Gino Lombardi Domenico Salotti Aladino
Bertozzi Giovanni Lunardi Ildegardo Tognocchi Giuseppe
Biagioni Carlo Marchetti Italo Toni Silvio
Biagioni Fausto Marigliani Eliseo Tortelli Aureliano
Biagioni Francesco Marigliani Pietro Vanni Luigi
Biagioni Olinto Nardini Nardino Vergamini Giovanni
Bonaldi Amerigo Pecchioli Agostino Vergamini Rizieri
Brogi Nello Picchetti Gino Vergamini Silvestro
Campioni Eugenio Pieroni Daniele Zanni Giuseppe
Capitani Odino Pieroni Pietro Grassi Giuseppe
Cecchi Alessio Gaddi Ferdinando
Dini Pietro Martelli Martello
Esposti Giuseppe Poli Giovanni
Fontana Nello Poli Guido

 

VITTIME MILITARI DEI CONFLITTI BELLICI 1935-1945

parete destra - lastra e altorilievo a sinistra

VITTIME MILITARI DEI CONFLITTI BELLICI 1935-1945

La lapide ricorda le 111 vittime militari dei conflitti bellici 1940-1945 e ad essa è accostata una lastra su cui vi è un “altorilievo” che rappresenta un giovane militare mentre si congeda dai familiari che cadono nella disperazione nel sapere che di lì a poco egli varcherà la porta alle loro spalle per recarsi in zone di guerra. L’autore di questa lapide, inaugurata il 27 agosto 1950, fu Pellegrino Banella.

VITTIME MILITARI DEI CONFLITTI BELLICI 1935-1945
 
Azzi Francesco Fusai Aldo Picchetti Ernesto
Bacci Aldo Gaddi Giovanni Pierini Ermanno
Bacci Dino Galanti Mario Pierotti Aldo
Bacci Giovanni Gemini Gennaro Pioli Francesco
Bacci Ottavio Giannetti Guido Pioli Edilio
Bacci Fernando Giovannetti Lorenzo Pioli Riccardo
Bacci Gino Giovannini Attilio Pontecorvi Marino
Bacci Silvano Grandini Ottavio Ricci Alessandro
Bacciri Ernesto Guidi Aldo Rocchiccioli Pietro
Bargigli Antonio Guidi Alfonso Rossi Pietro
Berni Luigi Guidi Oscar Salotti Angelo
Bertolotti Sinibaldo Guidugli Nello Santi Leopoldo
Bertoncini Federico Iacconi Angelo Soraggi Attilio
Biagioni Adelmo Iacconi Luigi Santoni Nello
Biagioni Alberto Lartini Agostino Tognocchi Basilio
Biagioni Carlo Laurelli Marino Toni Silvio
Biagioni David Lazzarini Duilio * Tortelli Orlando
Biagioni Guglielmo Lencioni Livio Tortelli Umberto
Biagioni Pietro 921 Lenzi Lido Turri Benvenuto
Biagioni Pietro 915 Lenzi Lorenzo Turri Mario
Bonaldi Fernando Lombardi Angelo Turri Silvio
Bondi Don Lino Lombardi Roberto Valori Bruno
Bonini Amleto Lotti Suffredini Adriano Venturelli Luigi
Bonini Bruno Lucarelli Bruno Venturelli G. Battista
Bonini Pietro Lugenti Gino Vergamini Silvio
Boschi Andrea Lunardi Nardo Zanni Giuseppe
Boschi Azelio Mancieri Giuseppe Vanni Umberto
Cavallini Duilio Marchi Esposti Licio
Coli Giacomo Marigliani Marino
Coli Marino Maritti Irio
Conti Cipriano Martinelli Giuseppe
Conti Primo Mazzei Giuseppe
De Cesari Federico Mazzei Giuseppe
De Cesari Federico Mazzei Lino
Dini Angelo Micchi Alberto
Dini Francesco Mori Carlo
D’Ossualdo Antonio Mori Michelino
Esposti Rodolfo Niccoli Ireneo
Faberi Rubens Orazzini Alfiero
Ferini Luigi Pedreschi Vittorio
Franchi Guido Piagentini Ermando
A MONITO E RICORDO - X GIUGNO MCMXL - XXV APRILE MCMXLV

parete destra - lastra centrale in alto

Questa lastra in marmo bianco che sollecita al monito ed al ricordo, è posta sopra l’altare al centro della parete di destra.

 

A MONITO
E RICORDO
# #
# #
X GIUGNO MCMXL XXV APRILE MCMXLV

 

ALLE VITTIME CIVILI DELLA GUERRA 1940-1945

parete destra - lastra e altorilievo a destra

ALLE VITTIME CIVILI DELLA GUERRA 1940-1945

Accostata ad una lastra su cui un “altorilievo” rappresenta il soldato tornato sconfitto, trova il suo paese distrutto ed i suoi abitanti in lutto. Questa lapide ricorda le 90  vittime civili della guerra 1940-1945. Dell’autore Pellegrino Banella, fu inaugurata il 27 agosto 1950.

VITTIME CIVILI DELLA GUERRA 1940-1945
 
Adami Umberto Medici Natalina Turri Francesco
Alfredini Alfredo Micchi Giorgio Turri Giovanni
Alfredini Leda Micchi Gina Turri Lina
Alfredini Luigi Mori Pietro Turri Pier Luigi
Battaglini Giovanni Mori Luigi Turri Rosa
Bertoli Natalina Panzani Alfredo Turri Sergio
Bertoncini Umberto Papalini Giuseppina Turri Silvio
Biagioni Alessandro Perugini Mario Ugolini Daniele
Biagioni Gino Pesetti Leonello Vangi Dino
Biagioni Luigi Pierotti Francesco Vangi Francesco
Bonini Angelo Poli Rosa Vannugli Alma
Bonini Silvano Raffaelli Eugenio Vannugli Teresa
Del Cittadino Romiti Fernando Vergamini Vermiglia
Dini Luigi Rontanini Aldo Vigilanti Natalina
Esposti Rosetta Rontanini Elia Adami Francesca
Fabiani Palmira Rossi Assunta Tonelli Ines
Fanani Maria Rossi Concetta Magnani Rolando
Ferrando Bruno Rossi Domenico Poli Riccardo
Ferrari Ascanio Rossi Giuseppe Lunardi Gianfranco
Frittelli Aldo Rossi Liliana
Friz Giovanni Rossi Maddalena
Giampaoli Dino Rossi Maria
Giannasi Gilberto Rossi Mariella
Giannotti Teresa Rossi Don Raffaello
Giovannetti Maria Rossi Tina
Giovannetti Marianna Santoni Italo
Giusti Nenesio Santoni Maria
Landini Silvano Santoni Paolo
Lunardi Chino Simonini Adelmo
Lupi Alberto Suffredini Dini
Mariani Giuseppe Suffredini Ettore
Marroni Ferruccio Tagliasacchi Maria
Martinelli Adriano Tamburi Giulio
Martinelli Ilario Tognocchi Frediano
Martini Giuseppe Tognocchi Paolo
Messerini Agata Toni Pietro
VENTUROSA E BENEDETTA LA SCUOLA .....

parete sinistra - lapide agli studenti garfagnini Caduti nel corso della II guerra mondiale

In memoria degli studenti garfagnini Caduti nel corso della II guerra mondiale

La lapide rettangolare accenna alla forma di una croce è realizzata in marmo grigio.
Grazie all’efficace suggestione dell’altorilievo, dal primo livello sembra scostarsi la lastra con scritti i nomi dei quattro Caduti.
È sostanzialmente rettangolare, con due fessure ai lati, nelle quali alloggiano i simboli marmorei: una corona (marmorea) che avvolge la lastra ed un elmetto che la sovrasta.
Nel punto superiore della corona, dove la corona sembra annodarsi si riconoscono le foglie di quercia e di alloro con cui è composta la corona.

In origine la lapide fu affissa nella scuola di Castelnuovo che i quattro studenti (non castelnovesi ma garfagnini) frequentavano prima di recarsi nelle zone di guerra. I bombardamenti fecero crollare la loro scuola e si temette che la lapide fosse stata distrutta o comunque perduta per sempre. Fortunatamente molti anni dopo quei dolorosi fatti, la lapide fu ritrovata e recuperata da Angiolino Masotti che provvide anche alla sua attuale e onorevole collocazione.

VENTUROSA E BENEDETTA LA SCUOLA
CUI GUARDANO DAL CIELO DELLA POESIA
E DEL MARTIRIO
IL PIÙ GENTILE DEI POETI
E QUATTRO GIOVANETTI EROI
——-
BRUNO BERTUCCI
GIOVANNI ROCCHICCIOLI
ALARINDO GUAZZELLI
GIUSEPPE TOGNOCCHI
CHE AL FATO GLORIOSO GITTARONO
GLI ANNI ADOLESCENTI
PER L’UNITÀ DELLA PATRIA FINALMENTE CONSEGUITA
LUGLIO MCMXXI

 

Agli alpini vittime della valanga Rocca la Meja in Val Maira

parete sinistra - lastra agli alpini

Agli alpini vittime della valanga Rocca la Meja in Val Maira

La lapide ricorda gli 8 giovani della Garfagnana che prestavano il servizio di Leva Alpina nella 18a Compagnia del Battaglione Dronero. Avevano come meta Preit e poi la Gardetta, ma le abbondanti nevicate ed il permanere del maltempo resero estremamente difficoltoso e lento il loro procedere. Per potersi mettere in marcia furono costretti a provocare artificialmente delle valanghe utilizzando le mitragliatrici. Il giorno seguente, nonostante le condizioni fossero ancora proibitive (vento di scirocco) e i valligiani li sconsigliassero calorosamente di partire per il fortissimo rischio di valanghe, il loro Capitano rifiutò energicamente quei consigli ed aggiungendo «Gli Alpini passano da per tutto non hanno bisogno di niente. Andiamo!»  e «Cosa vuoi che sappia questa gente, sono solo rozzi montanari.»  dette l’ordine e si misero in moto. Muniti di racchette ai piedi, preceduti da sciatori battitori, fra le ore 12 e le 13 la valanga si abbatté su di loro, seppellendo ben 28 uomini. In seguito si scoprì che non furono nemmeno rispettate le norme di sicurezza più elementari (distanza fra uomo e uomo, l’uso della cordicella rossa). La tempestività e la generosità dei soccorsi riuscì comunque ad estrarre cinque alpini ancor vivi, mentre la gran parte fu estratta senza vita e per recuperare alcuni di essi si dovette perfino attendere il disgelo primaverile.

È realizzata in bianco chiarissimo ed è  eseguita con grande semplicità. Poggia alla parete a cui è assicurata con quattro grandi chiodi dalla testa piramidale e lucentissima.

 

A PERENNE RICORDO DI
EMILIO FERRARINI
SANTINO GRASSI
MATTEO GUAZZELLI
ANTONIO LINARI
MARIO PIAGENTINI
ALDO PIERONI
FRANCESCO PIOLI
PIETRO OTTOLINI
ALPINI GARFAGNINI DELLA 18a COMPAGNIA BGT DRONERO
MORTI IL 30-1-1937
A CAUSA DELLA VALANGA ROCCA LA MEJA – VAL MAIRA
IN OCCASIONE DEL 75° ANNIVERSARIO – 29 GENNAIO 2012
L’A.N.A. E L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI CASTELNUOVO

 

Note
Emilio Ferrarini età 21 anni, di Piazza al Serchio;
Santino Grassi età 22 anni, di San Romano Garfagnana;
Matteo Guazzelli età 21 anni, di Piazza al Serchio;
Antonio Linari età 21 anni, di Chiozza – Castiglione Garfagnana (recuperato il 14 maggio);
Mario Piagentini età 21 anni, di Alpiano – Barga;
Aldo Pieroni età 21 anni, di Castiglione Garfagnana;
Francesco Pioli età 21 anni, Castelnuovo di Garfagnana (recuperato il 22 maggio);
Piero Ottolini età 22 anni, di Albiano – Minucciano
in memoria di paolo Angelini

in memoria di paolo Angelini

ALLA MEMORIA DEL MARTIRE
PAOLO ANGELINI
nato a Castelnuovo il 9.7.1909, ucciso dai nazisti
alle Fosse Ardeatine (Roma) il 24.3.1944
L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE
25 APRILE 2016

Vittoria alata

Vittoria alata

VITTORIA ALATA

Opera in bronzo proveniente dalla Frazione di Cerretoli
dedicata ai Caduti della 1a e 2a Guerra Mondiale

bibliografia

Bibliografia 

Mario Cordero – Almeno la Memoria – Rocca di Meja 1937

Luigi Grassi – Il Gruppo Alpini di Castelnuovo di Garfagnana 1929-2011

Simboli:
Elmi, rami con foglie d'alloro e di quercia

Altro

Osservazioni personali:
Sulla lapide "ALLE VITTIME MILITARI DELLA GUERRA 1940-1945" si ritrovano i nomi di alcune delle tante vittime delle rappresaglie avvenute ed in particolare quella a cui si riferiscono le pietre:
  • Cippo alle vittime dei massacri a “Le Vigne”
  • Edicola ai fucilati a Merlacchiaia

    Dove scritto Lazzarini Duilio si legga invece Lazzarini Edoardo, il giovane che fu ucciso assieme a Cavallini Duilio. Le mogli di Lazzarini e di Cavallini erano due sorelle della famiglia Orazzini e questo può essere stato motivo dell'involontaria confusione.
    Non si conosce la ragione per cui su questa lastra non appaiano i nomi di BACCI DECIMO, GUIDI GIOVANNI, GUIDI FERNANDO, uccisi nelle identiche circostanze in cui lo fu BACCI OTTAVIO.

    Nel 2016 lo stato di conservazione era insufficiente perché i nomi stavano perdendo lo smalto che serve a farli risaltare, quindi la loro lettura risultava in molti casi difficile se non impossibile.
    Da quando nel 2019 la loggetta fu ristrutturata i nominativi sono fino ad ora perfettamente leggibili. (2021)
    Con l'occasione, è stato aggiunto il nome di Lunardi Gianfranco che precedentemente era mancante, la targa in memoria di Paolo Angelini e l'opera in bronzo 'Vittoria alata'.
    Diversamente da come farebbe pensare la dicitura "VITTIME MILITARI", i nominativi raccolti su quelle lastre appartengano anche a civili.
    Per le fotografie qui pubblicate nel 2021, si ringrazia il signor Piero Papalini. Esse mostrano il buon lavoro di ristrutturazione, l'ottima leggibilità di tutti i nomi e la costante scrupolosa cura del sito da parte delle ammirevoli persone preposte a questo compito.
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