Posizione
- Nazione:
- Italia
- Indirizzo:
- Via Primo Bersezio, 2
- CAP:
- 12016
- Latitudine:
- 44.329115669155
- Longitudine:
- 7.6207472603936
Informazioni
- Luogo di collocazione:
- Sul muro di facciata di casa privata al civico 2.
- Data di collocazione:
- 2015
- Materiali (Generico):
- Altro
- Materiali (Dettaglio):
- Il murale consiste in opera pittorica eseguita su intonaco di palazzo residenziale.
- Stato di conservazione:
- Ottimo
- Ente preposto alla conservazione:
- Comune di Peveragno
- Notizie e contestualizzazione storica:
- A partire dal luglio 1941, l’Italia partecipò all’offensiva condotta dalla Germania sul fronte orientale, inviando in Unione Sovietica reparti prima del C.S.I.R. (Corpo di spedizione italiano in Russia) e poi dell’ARMIR (Armata italiana in Russia). Stanziatasi nel bacino del fiume Don (estate 1942), l’Armata tra il novembre 1942 e il febbraio 1943 fu impegnata in scontri violenti, dai quali uscì sconfitta e costretta alla ritirata. Durante questi eventi dei 229.000 uomini dell’ARMIR mancarono all’appello circa 85.000 soldati, o caduti o dispersi. Come ricorda la didascalia del murale, 82 furono i Peveragnesi non rientrati dal fronte russo.
La stragrande maggioranza dei soldati del cuneese inviati a combattere in Russia fece parte della Divisione Alpina Cuneense. Il drammatico ripiegamento del 1943, a causa della controffensiva sovietica, portò alla quasi totale scomparsa dei reparti della Cuneense (come anche della Julia), con migliaia di soldati catturati o rimasti vittima del gelo e dei combattimenti durante la ritirata.
Sul murale, vengono altresì ricordati i 30 morti di Piazza Paschetta (Martiri della Paschetta) trucidati a Peveragno dai nazifascisti durante la guerra di Liberazione. Alle ore 10 di lunedì 10 gennaio 1944, giorno di mercato a Peveragno, arrivò improvvisamente un reparto tedesco motorizzato i cui componenti si distribuirono per le strade del paese e delle frazioni, sparando ad ogni uomo che tentasse la fuga. Per molti altri (19) ci fu una vera e propria fucilazione in piazza Paschetta. Furono anche incendiate almeno 5 abitazioni. L’azione ebbe certamente un effetto terroristico su una popolazione di poveri contadini. Infatti, quasi tutti i 30 morti di questo eccidio erano contadini, non militari o partigiani. Le vittime sono commemorate sulla lapide "Peveragnesi trucidati dai Nazifascisti" censita su questo sito con la scheda numero 260556. Giovanni Grosso, anch'egli vittima di quel rastrellamento, è ricordato anche su scheda 260427, altri, del borgo di Montefallonio, su scheda 301908.
Le ragioni che spinsero i tedeschi a compiere il massacro non sono mai state del tutto appurate. Forse una delle cause potrebbe essere stata l'uccisione di tre soldati tedeschi nelle campagne tra Boves e Peveragno. Tra la fine di dicembre 1943 ed i primi giorni di gennaio 1944 i tedeschi, supportati dagli alleati fascisti, compirono diverse stragi nel cuneese, come il secondo eccidio di Boves, quello di Villar Bagnolo o quello di Ceretto. L'obiettivo di tutti questi massacri non era tanto l'eliminazione fisica dei partigiani, quanto il perseguimento di una politica di terrore nei confronti della popolazione e di conseguente terra bruciata nei confronti della Resistenza locale, di quei combattenti per la libertà che loro chiamavano, criminalizzandoli, "Banditen". Definendoli criminali, le forze naziste si diedero il mandato di ignorare la Convenzione di Ginevra e di giustiziare senza processo chiunque fosse sospettato di fare resistenza.
Nel 2005 il comune di Peveragno fu insignito della Medaglia d'Argento al Valor Civile per la strage del 10 gennaio 1944, le cui motivazioni sono trascritte sul murale (Vedi "Iscrizioni"). Piazza Paschetta dove si verificò l'eccidio fu ribattezzata piazza XXX Martiri.
Questo murale fa parte del Progetto M.A.P.P.E. (acronimo di "Murales Artistici Peveragno Percorsi Espositivi") del Comune di Peveragno, realizzato a partire dal 2015 in collaborazione con il G.A.L. - Gruppo di Azione Locale. Si tratta di un'iniziativa di riqualificazione urbana e valorizzazione storico-culturale del territorio. Il nome stesso è un acronimo legato all'esposizione artistica a cielo aperto: i murales e gli affreschi realizzati sulle facciate degli edifici del centro storico e del borgo, volti a raccontare visivamente la storia, le tradizioni e le antiche attività locali (come la coltura dei gelsi e dei bachi da seta, il vecchio mulino o la miniera d'uranio del 1954). La realizzazione dei murales è affidata all'Architetto Gianni Renaudi, artista, decoratore e progettista di Peveragno. In pochi anni, in paese sono stati realizzati ben 34 murales che raccontano Peveragno dagli insediamenti celtici all’era moderna. I murales sono realizzati a forma di quadro, con all'interno di una cornice illustrati i momenti salienti della storia del paese.
Contenuti
- Iscrizioni:
- Intestazione, cornice:
SEC. XX
Tema principale:
LA RITIRATA DI RUSSIA
82 SONO I PEVERAGNESI NON RIENTRATI
... IL LORO DOLORE, IL NOSTRO RICORDO...
Sulla sinistra è riprodotto il decreto del Ministero dell'Interno:
I XXX MARTIRI
DELLA PASCHETTA
IL MINISTRO DELL'INTERNO
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2005 col quale è stata conferita al Comune di Peveragno la medaglia d'argento al merito civile con la seguente motivazione:
«Piccolo centro, durante le tragiche giornate della guerra di Liberazione, subì una feroce rappresaglia da parte delle truppe naziste, che rastrellarono trenta suoi concittadini, soprattutto donne ed uomini anziani, massacrandoli brutalmente a raffiche di mitra. Ammirevole esempio di coraggio, di spirito di libertà e di amor patrio».10 gennaio 1944 - Peveragno (CN)
Rilascia il presente brevetto a documento della ottenuta onorificenza della quale sarà dato annunzio nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Roma, addì 2 febbraio 2005
Il Ministro: G. Pisanu
Note a piè d'immagine:
PROGETTO M.A.P.P.E. - COMUNE DI PEVERAGNO - G.A.L.
In basso a destra:
2015 DECORARCHRENAUDI
- Simboli:
- Il murale illustra l'interminabile fila di Alpini che, durante la ritirata di Russia nei primi mesi del 1943, stanno cercando di tornare in Italia, stremati e decimati dal gelo, dalla fatica e dagli attacchi dell'esercito sovietico.
Altro
- Osservazioni personali:
- Si ringrazia il Sig. Guido Peano per aver fornito il materiale fotografico.
NOTA: per ottenere una fedele trascrizione del testo contenuto nel papiro relativo al conferimento a Peveragno della Medaglia d'Argento al Valor Civile, ci si è aiutati con il testo ufficiale contenuto sul sito del Comune di Peveragno.
FONTI
Comune di Peveragno: Piano Generale della Performance – Relazione al 31.12.2015
La Cueva del Milodon - La Panchina Gigante di Peveragno
Comune di Peveragno: Eccidio Piazza XXX Martiri e Medaglia d’argento al merito civile - Documento 11122021173226
Pietre della Memoria: Scheda 260556 - Lapide ai “Peveragnesi trucidati dai nazifascisti” – Peveragno (CN)
Pietre della Memoria: Scheda 260427 - Cippo dedicato al partigiano Giovanni Grosso – Peveragno (CN)
Pietre della Memoria: Scheda301908 - Cippo ai Caduti della seconda guerra mondiale di Montefallonio – Peveragno (CN)
Wikipedia: Eccidio di Peveragno




