299897 - Lapide a ricordo di Eraldo Soncini – Milano

La lapide è stata posta per ricordare il sacrifico di Eraldo Soncini, uno dei 15 italiani trucidati nella strage di Piazzale Loreto che fu un eccidio perpetrato dai nazifascisti il 10 agosto 1944 durante la seconda guerra mondiale.
Essa è realizzata con una lastra in marmo bianco di dimensioni approssimative 60×50 cm. Le iscrizioni sono incise in caratteri capitali, smaltate in rosso-bruno. Nella parte superiore è applicato un foto-ritratto ovale in ceramica del Caduto. Al di sopra della lapide è fissata una corona d’alloro realizzata in bronzo. A destra della lapide è predisposto un supporto per omaggi floreali. La lapide si trova al coperto, nel sottoscala del caseggiato di via Palestrina, in un punto sufficientemente illuminato.

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Posizione

Nazione:
Regione:
Provincia:
Comune:
Frazione:
Municipio 3 (Loreto)
Indirizzo:
via Pierluigi da Palestrina 9, Milano
CAP:
20124
Latitudine:
45.485202602502
Longitudine:
9.2136435881615

Informazioni

Luogo di collocazione:
Nel sottoscala interno del caseggiato al civico 9 di via Palestrina.
Data di collocazione:
Informazione non reperita
Materiali (Generico):
Bronzo, Marmo, Altro
Materiali (Dettaglio):
Lastra in marmo bianco. Iscrizioni incise e smaltate in rosso-bruno. Foto-ritratto ovale in ceramica del Caduto. Corona d'alloro realizzata in bronzo. Supporto metallico per omaggi floreali.
Stato di conservazione:
Buono
Ente preposto alla conservazione:
Informazione non reperita
Notizie e contestualizzazione storica:
  • Eraldo Soncini, figlio di Franco, nacque a Milano il 4 aprile 1901. Lavorò alla Pirelli dove non ancor diciottenne nel 1926 lavorò anche suo figlio Franco, al suo fianco nella lotta contro il fascismo.
    Fin dagli anni '20 Eraldo fu un oppositore del regime e per questo, nel 1924 fu arrestato e malmenato.
    Nel 1944 Soncini conobbe e collaborò per la Resistenza con Salvatore Principato e Dario Barni, finché fu teso loro un agguato un giorno in cui avrebbero dovuto incontrarsi a casa di Barni. Al lor arrivo, con dei cenni, la portinaia Giuditta Muzzolon fece loro capire che era stato teso un agguato. Ciò permise la fuga di Barni, ma Soncini fuggito in bicicletta, fu catturato subito dopo in via Gran Sasso, e la signora Muzzolon fu arrestata.

    A seguito di un 'anomalo' attentato in cui scoppiò un ordigno su di un camion delle SS, nel quale fu ferito il militare che lo conduceva e causò la morte di alcuni italiani, le SS dettero un segnale forte, con una rappresaglia addirittura superiore al consueto rapporto di dieci italiani per ciascun tedesco, nonostante fra i tedeschi non vi erano state vittime. I tedeschi fecero scegliere ai fascisti 15 italiani da fucilare fra i detenuti del 5° e 6° raggio.
    Così alle prime luci dell'alba del 10 agosto 1944, i detenuti furono caricati su di un autocarro, trasportati e scaricati in Piazzale Loreto:
  • Domenico Fiorani - anni 31;
  • Andrea Esposito - anni 47;
  • Andrea Ragni - anni 19;
  • Angelo Poletti - anni 32;
  • Antonio Bravin - anni 36;
  • Emidio Mastrodomenico - anni 21;
  • Eraldo Soncini - anni 43;
  • Giovanni Galimberti - anni 21;
  • Giulio Casiraghi - anni 43;
  • Libero Temolo - anni 37;
  • Renzo Del Riccio;
  • Salvatore Principato - anni 48;
  • Umberto Fogagnolo - anni 32;
  • Vitale Vertemati - anni 30;
  • Vittorio Gasparini - anni 20
    Giuditta Muzzolon fu fatta risalire sul camion e fu poi deportata a Ravensbruck.
    Alcuni di essi, capito quel che li attendeva, appena scesi dal camion tentarono di fuggire, ma furono subito 'macellati' con una disordinata e brutale fucilazione eseguita da un plotone di fascisti del gruppo Oberdan della legione "Ettore Muti". I loro corpi straziati, furono tenuti ammucchiati per un'intera giornata in quel caldo agosto.
    Libero Temolo ed Eraldo Soncini tentarono la fuga, ma i fascisti che li inseguirono, riuscirono subito ad abbattere a colpi di mitragliatore Libero Temolo, mentre Eraldo Soncini, grazie al vigore dei suoi 43 anni e dotato di una certa prestanza fisica, sebbene ferito riuscì a percorrere alcune centinaia di metri e raggiungere via Pierluigi da Palestrina, dove ormai stremato si accasciò in un sottoscala. Raggiunto dagli inseguitori, fu finito a colpi di pistola. Poi i suoi assassini gli sfilarono le sigarette e se le fumarono. Per disprezzo, quando finirono gettarono i mozziconi sul suo cadavere che fu poi trascinato fino in piazzale Loreto, con le altre vittime.
    Gli esecutori della macabra carneficina, impedirono la rimozione dei corpi massacrati e vilipesi che rimasero in una pozza di sangue fino a sera, allo scopo di terrorizzare il popolo milanese. Fu solo grazie all'intervento del cardinale Schuster che poi fu concesso di rimuovere le salme, taluna delle quali irriconoscibile.

    Eraldo Soncini è anche ricordato in:
  • Monumento a ricordo dell'eccidio di piazzale Loreto – Milano
  • Lastra ai Caduti della zona Città Studi e Argonne – Milano
  • Loggia dei Mercanti – Milano
  • Cimitero Maggiore – Milano dove riposa accanto ad altre vittime di queste atrocità, presso il cippo 288 (vedi galleria).

    APPROFONDIMENTI
    Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, le forze tedesche che occupavano l'Italia nel tentare di tornare in Germania, cercarono di lasciare dietro di sé una striscia di sangue innocente lunga il più possibile. L'appoggio che la RSI forniva loro, non li metteva al riparo dal rischio di aggressioni da parte dei partigiani, i quali per evitare che il lungo elenco dei deportati s'allungasse ancor più, organizzarono clandestinamente ogni sorta di sabotaggio possibile nei loro confronti. Oltre a contrastare la deportazione, ciò costituiva per i tedeschi invasori un grave problema organizzativo che rallentava la loro fuga, mentre dal sud avanzavano ormai le forze alleate.
    I più gravi attacchi alle forze di occupazione furono organizzati prevalentemente dalle organizzazioni clandestine delle zone Lambrate e Niguarda, motivo per cui il carcere di San Vittore continuava a riempirsi di 'sospettati', senza che ciò risolvesse il problema o che dissuadesse la Resistenza. I numerosi arresti che seguirono, avvennero con crescente frequenza e furono indirizzati ad indebolire le organizzazioni partigiane.

  • wikipedia: cardinale Schuster
  • MI 43-45 Luoghi

    FONTI
  • Massimo Castoldi - Piazzale Loreto: Milano, l'eccidio e il «contrappasso»
  • A.N.P.I.
  • TwBiblio
  • ANPI 10 agosto 1944
  • Contenuti

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    IL SUO IDEALE

    10 AGOSTO 1944
    Simboli:
    Corona d'alloro di bronzo. Fotoceramica del Caduto.

    Altro

    Osservazioni personali:
    Purtroppo la lapide che ricorda Eraldo Soncini, non è esposta sulla via, dove passando la si sarebbe potuta vedere. Ma questa sua particolare e significativa collocazione presenta il vantaggio di preservare la lapide dagli agenti atmosferici e dallo sporco. Inoltre risulta evidente che qualcuno le presta le proprie cure e rinnova i fiori nel vasetto (che momentaneamente abbiamo tolto per scattare la foto).

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